PRIMO PIANO
  • L'era Pierre Lescure al Festival di Cannes

    Roberto Cicutto, amministratore delegato di Istituto Luce Cinecittà, commenta il contestato palmarès di questa edizione del festival. "Sulle decisioni delle giurie è inutile soffermarci. Si può condividerle o meno ma pretendere di sapere come dovrebbero comportarsi e' da ingenui. Dobbiamo essere soddisfatti che nell’edizione appena finita il cinema italiano e in generale l’industria audiovisiva si è presentata più compatta, con nuovi strumenti per la promozione e l’attrazione di investimenti e soprattutto con un’offerta di film pieni di talento e molto diversi tra loro. Vorrei però segnalare alcuni cambiamenti significativi nel DNA del Festival più importante del mondo"
  • Audiard conquista la Palma... e ringrazia Michael Haneke

    Il regista francese ha ringraziato i fratelli Coen e, ironicamente, il cineasta austriaco "per non aver girato film quest'anno", visto che con Il nastro bianco prima e Amour poi gli avevano in passato strappato il massimo premio. Francesi anche i migliori attori Vincent Lindon ed Emmanuelle Bercot, quest'ultima ex-aequo con Rooney Mara. "E' la prima volta che ricevo un premio in vita mia", ha detto il primo tra le lacrime, mentre la seconda ha ringraziato la regista Maïwenn: "Poteva avere le attrici più grandi e ha scelto una sconosciuta di 46 anni". Commossa anche Agnès Varda, prima donna a ricevere la Palma d'Oro alla Carriera: "Sono donna, sono francese e i miei film non hanno fatto soldi né li hanno fatti guadagnare, eppure sono qui"
  • Macbeth in love

    Chiude il concorso il Macbeth dell’australiano Justin Kurzel, interpretato da Michael Fassbender e Marion Cotillard, ultime star a sfilare sul red carpet. Il film è una trasposizione pressoché letterale dell’opera shakespeariana, molto evocativa dal punto di vista visivo, grazie anche alle genuine ambientazioni scozzesi, che lo stile ricco fino all’esasperazione del regista – tra filtri, ralenti, intensi e duraturi primi piani e l’ormai immancabile scena di nudo di Fassbender, dopo i fasti di Shame – contribuisce a trasfigurare fino a riportarli a una dimensione tragica, onirica ed epica. “Ma è soprattutto una storia d’amore – dice Fassbender – e di una relazione che deraglia”
 
 
CANNES 2015

Delusione Italia nell'anno d'oro della Francia

Doveva essere l’anno dell’Italia e invece sarà ricordato come l’anno della Francia, che con cinque film in concorso (di cui almeno tre non certo memorabili) porta a casa la Palma d’oro e altri due premi “pesanti”. Un'industria forte che però - è bene ricordarlo - spesso è assente dal palmarès. E dei tre film italiani - Mia madre, Il racconto dei racconti e Youth La giovinezza - sentiremo ancora parlare 
 
 
CANNES 2015

Italian Pavilion, dove il nostro cinema parlava (anche) straniero

"Dà l'idea di un Paese che funziona". "L'ulteriore dimostrazione che l'unione delle forze può veramente andare incontro alle esigenze di ogni categoria del cinema italiano".Sono solo alcuni dei commenti sul nuovo spazio del cinema italiano a Cannes, per la prima volta allestito nell'Hotel Majestic, con una terrazza che affacciava sulla Montée des Marches, due sale per le attività professionali e l'ormai famoso ingresso con il tunnel caleidoscopico. E' stato visitato da circa 3mila persone, di cui oltre il 50% stranieri. Sul finale, presente anche il ministro Franceschini."Tutto ciò è stato realizzato con una spesa leggermente superiore a quella che sostenevamo gli anni scorsi per avere il solo spazio sulla spiaggia nel Village International", spiega Giancarlo Di Gregorio
 
 
CANNES 2015

Coen: "Non c’erano premi per tutti"

Lapidaria la risposta dei presidenti di giuria all’inevitabile domanda sulla mancata premiazione di almeno uno dei tre film italiani in concorso, tutti apprezzati da buona parte della critica e del pubblico. “Non c’erano premi per tutti, altrimenti li avremmo dati”. Il premio principale lo porta a casa Audiard, con un film, dichiara lui stesso, “sulla percezione dell’”altro. Come lui percepisce noi e come noi percepiamo lui. Come vediamo queste persone che ci vendono le rose nei ristoranti, come possiamo rapportarci a loro” 
 
 
CANNES 2015

Vince il francese 'Dheepan'. Italiani fuori

La Palma d’oro va a Dheepan di Jacques Audiard, Garrone, Moretti e Sorrentino restano fuori dal Palmarés e il favorito Carol si deve accontentare di un premio ex aequo per la migliore interpretazione femminile. Gran Premio Laszlo Nemes per Son of Saul, Miglior regia Hou Hsiao-Hsien per The Assassin, Miglior sceneggiatura Chronic di Michel Franco, Migliore attrice ex aequo Rooney Mara per Carol e Emmanuelle Bercot per Mon roi, Miglior attore Vincent Lindon per La loi du marché, Premio della giuria The Lobster di Yorgos Lanthimos, Caméra d’or La tierra y la sombra di César Augusto Acevedo 
 
 
 
CANNES 2015

Da Maradona a Udo Kier, tutte le star sommerse del Marché

Vi proponiamo un viaggio tra le curiosità del mercato. Tra queste ben due documentari su Charlie Hebdo e uno su Diego Armando Maradona, che viene evocato anche dal film di Paolo Sorrentino Youth. Mentre Lars Von Trier racconta i retroscena della mania per l'arte dell'attore tedesco Udo Kier, che ha diretto sia in Melancholia che in Nymphomaniac
Francois Cavanna, alle origini di Charlie Hebdo
 
 
CANNES 2015

I film italiani mai presi in considerazione per i premi

Rossy De Palma si lascia andare a qualche confidenza sul lavoro dei giurati: "Abbiamo pianto tutti con il film di Moretti, ma volevamo premiare la novità di linguaggio"
 
 
RASSEGNE

Bispuri, Martone e Chiarini a Castiglionecello

Insieme a Paolo Cevoli saranno ospiti di Parlare di cinema, la rassegna  in programma dal 16 al 20 giugno. Elena Sofia Ricci inaugura la mostra “Note di costume. Addio alle armi e altri film” 
 
 
CANNES 2015

Tozzi: "Non avere un giurato è un rischio"

Le reazioni di Paolo Del Brocco (Rai Cinema), Giampaolo Letta (Medusa) e del produttore Cattleya in qualità di presidente dell'Anica al mancato premio italiano 
 
 
EVENTI

Il turista Christian De Sica e la fräulein Lucia Mascino

I due attori sono i protagonisti di Fräulein, esordio di Caterina Carone, prodotto da Carlo Cresto-Dina/Tempesta con Rai Cinema, e con il sostegno della BLS-Film Fund & Commission dell’Alto Adige. La commedia, girata tra gennaio e marzo sull’altopiano del Renon e ora in post produzione, narra l'arrivo di un uomo smarrito e infantile nel vecchio albergo di famiglia, chiuso da anni e fatiscente, dove lei, chiamata 'la signorina', vive isolata da tutti. "E' la storia di uno scontro, che diventa un incontro, tra due persone segnate dalla vita, congelate nelle proprie rispettive inquietudini", spiega la regista 
 
 

CREDITS

 
 

Youth supera La grande bellezza

Il film di Paolo Sorrentino in testa al box office di questa settimana con quasi 3 milioni di € e il risultato è migliore anche rispetto al film precedente del regista

Roberto Minervini: "Nel ghetto bianco dove odiano Obama"

A Cannes abbiamo intervistato il regista marchigiano (ma vive in Texas) che ha portato al Festival, nella sezione Un Certain Regard, il suo documentario shock Louisiana (The Other Side), in sala dal 28 marzo con Lucky Red, viaggio allucinante in un territorio marginale tra anfetamine e gruppi paramilitari. "Mi sento vicino a Gianfranco Rosi e lontano da Michael Moore, il mio cinema non è un manifesto politico o uno slogan"
 
 

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