/ NEWS

"Una posizione vergognosa, immorale e al limite dell'indecenza". Così il Codacons bolla l'appello lanciato da alcuni registi italiani oggi su La Repubblica contro la norma, annunciata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, finalizzata a vietare le sigarette nei film e nelle fiction. "Vi è una colossale letteratura scientifica - attacca il Codacons in una nota - che dimostra in modo incontestabile come le compagnie del tabacco abbiano investito soprattutto del cinema e della televisione per propagandare il tabacco, per conquistare i giovanissimi e consolidare il consumo di sigarette con danni alla salute, all'economia nazionale e all'ambiente. L'Oms ha assunto una posizione chiara contro questa spudorata incentivazione al consumo di tabacco". Evidentemente, secondo l'associazione di consumatori, "a questi registi non sta molto al cuore la salute del proprio pubblico. I soggetti più inclini a sviluppare una dipendenza dalle sigarette sono proprio i principali fruitori dei loro film, ossia i giovanissimi, e oltre 80mila persone all'anno muoiono in Italia a causa delle sigarette". "Paragonare poi la norma sul divieto di fumo ai tragici fatti di Parigi è patetico e ai limiti del ridicolo: la tutela della salute dei cittadini passa anche da provvedimenti che eliminano il grande equivoco prodotto dal cinema ai danni dei giovani", insiste il Codacons, convinto che questo non abbia "nulla che vedere con la libertà d'espressione, tirata in ballo in modo maldestro e a sproposito". "Da sempre il cinema viene usato come indecente mezzo di promozione del tabacco. Non possiamo quindi non chiederci se dietro l'appello dei registi italiani vi sia la paura, in un momento storico in cui i fondi per la cultura hanno subito pesanti tagli, di perdere i soldi garantiti dalle multinazionali del tabacco - conclude il Codacons - attraverso il fenomeno del product placement". 

VEDI ANCHE

APPELLI

Ad