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Loving, l'amore non ha razza
Andrea Guglielmino
CANNES – Applausi e grande approvazione per Loving di Jeff Nichols, con Joel Edgerton e Ruth Negga, che sarà distribuito in Italia da Cinema di Valerio De Paolis dal 16 marzo. E’ la storia vera di Mildred e Richard Loving, una donna e un uomo che si amano e decidono di sposarsi. Non sarebbe niente di speciale, se non che si tratta di una coppia mista, lui bianco, lei nera, nell’America segregazionista del 1958. La Virginia, dove i Loving vivono, li persegue: andranno in prigione a meno che non lascino lo Stato. Una violazione dei diritti civili che i Loving portano in tribunale, fino ad arrivare davanti alla Corte Suprema, che nel 1967 annulla la decisione della Virginia. Oggi, la sentenza “Loving vs Virginia” simboleggia il diritto di tutti di amarsi liberamente, senza distinzioni di razza.  

E’ il quinto film di Nichols, autore  indipendente molto apprezzato, da Take Shelter a Mud al recentissimo Midnight Special, presentato a Berlino appena tre mesi fa. Alla vicenda su cui si basa era stato già dedicato un documentario, The Loving Story, che ha funzionato da base per questa pellicola, come ha raccontato il regista in conferenza: “Il mio agente mi chiamò per dirmi che volevano fare un film dal documentario dell'HBO per cui vidi subito il trailer, che era bastato a commuovermi. Mandai il link a mia moglie, che mi rispose con una mail in cui mi diceva: “Ti amo molto, ma se non fai questo film chiedo il divorzio”.

Edgerton – che a questo punto si candida con la sua performance toccante alla Palma per il miglior attore protagonista – si concentra invece sulla semplicità del concept: “E’ un film tranquillo, meditativo, volevamo dire la verità, mostrare ciò che era veramente accaduto così come era riportato dai documenti. Se l’avessero fatto a Hollywood ne sarebbe uscito distorto ed edulcorato, magari ci avrebbero infilato in mezzo una festa, o una scena strappalacrime in tribunale. Ma la verità era semplicissima e su questo è stata basata la sceneggiatura”. Concorde Ruth Negga: “Era una sceneggiatura essenziale, non c'era niente da aggiungere o da togliere. Io ho conosciuto la storia di Mildred due anni prima di iniziare il film, vedendo il documentario e in tutto questo tempo era come se fossimo amiche. Volevo rendere giustizia alla storia”.

“Una storia che – aggiunge Nichols – non ho mai voluto prendesse la piega del ‘courtroom drama’ o di rivendicazioni politiche. Si concentra sugli esseri umani. Quando parliamo di razzismo e di matrimonio tendiamo a farlo partendo dalle nostre posizioni ideologiche: se sei un conservatore o un liberale hai le tue idee. Ma è tempo perso, la gente quando si accanisce nella discussione tende a dimenticare le persone coinvolte. Conoscendo la storia per me era molto ovvio che si doveva parlare di loro. Il mio è un film su due persone innamorate e per me questa è una delle storie d'amore più pure nella storia americana. Dei 3 figli dei Loving purtroppo Peggy è l'unica ancora viva. L'ho incontrata in Virginia prima di scrivere la sceneggiatura e avevo un sacco di domande, su com'era la vita in casa loro, se c'era della musica, perché paradossalmente c'è tantissimo sul caso in tribunale ma non si sa molto della loro vita privata, ma lei è molto riservata, non mi ha tato troppe informazioni. Quando sono tornato da lei con lo script in mano è stata dura: piangeva e diceva ‘oh mio dio, sono rimasta sola. Sono tutti morti’. Quindi non riuscivo a capire se le piacesse. Ma poi ho capito che quella sua reazione era dovuta proprio al fatto che avevo dipinto i suoi parenti in maniera credibile e realistica, avevo il controllo. Ho dovuto inventare chiaramente alcune cose ma il film, spero, li rappresenta nell’essenza. Vorrei che questo fosse un film capace di far pensare gli spettatori, soprattutto sul fatto che al centro di questo dibattito ci sono delle persone, la cui vita è influenzata da determinate decisioni. Per questo è importante essere a Cannes”.

"Quello che accade tra due individui in fondo non è affar nostro – continua e chiude Edgerton - se non fanno del male a nessuno che c'è di male nel legame tra due persone, qualunque sia il loro aspetto o il loro genere? Non siamo noi a dovergli dire cosa devono o non devono fare. Vale naturalmente anche per i matrimoni gay. In Australia al momento il dibattito è vivissimo. Ecco un altro esempio in cui la vita privata delle persone viene influenzata dall’opinione di qualcun altro”.  
 
 
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