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Il 10 marzo una rappresentanza delle associazioni AGPCI, ANAC, DOC/IT, WGI ha incontrato la Direzione Generale Cinema del MiBACT per chiarire contenuti e motivazioni di un documento sottoposto lo scorso gennaio all'attenzione del ministro Franceschini. Il documento prende in esame i vari dispositivi della nuova Legge Cinema e suggerisce precisi interventi perché nella scrittura dei decreti attuativi venga rispettata e difesa l'applicazione dell'equilibrio di genere e delle pari opportunità, sia in generale nelle varie nomine che nello specifico settore dell'assegnazione dei fondi automatici e selettivi. Equilibrio purtroppo appena disatteso. Contrariamente, infatti, a quanto disposto dall'art. 11 della legge 220/2016 in materia di Composizione  del Consiglio Superiore, le nomine recentemente effettuate dal ministro vedono la presenza di sole 4 donne a fronte di ben 7 uomini, scelta certamente non dettata dalla mancanza di candidate di primissimo livello. Non è sufficiente che sia rispettato il criterio minimo di un terzo previsto dalla legge sulle pari opportunità, le donne del comparto dell'audiovisivo hanno bisogno da parte del ministero di un segno preciso e diverso, che favorisca l'intensificazione della loro presenza nei vari ruoli, perché il raggiungimento della parità si rivela ovunque elemento di progresso civile e di potenziamento economico. Le associazioni hanno quindi ribadito l'importanza delle loro proposte perché con i decreti attuativi si possa disegnare una politica nuova e rispettosa dell'equilibrio di genere e hanno ricevuto una confortante assicurazione che la tematica verrà riportata con attenzione nelle giuste sedi.  
Marina Marzotto, presidente AGPCI, Francesco Martinotti, presidente ANAC, Agnese Fontana, presidente DOC/IT, Carlo Mazzotta, presidente WGI  

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