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Ridley Scott gira in Italia il film sul rapimento di Paul Getty III
Cr. P.
Per Ridley Scott un film in Italia con Natalie Portman. Dopo Alien: Covenant, ennesimo capitolo della fortunata saga iniziata nel 1979, che arriverà nelle sale italiane il prossimo 17 maggio, Ridley Scott è pronto a rimettersi subito al lavoro. Il suo nuovo film, All the Money in the World, sarà ambientato in Italia - le riprese inizieranno nel mese di maggio - e racconterà la vera storia del rapimento, avvenuto a Roma nel 1973, di John Paul Getty III, nipote del magnate del petrolio John Paul Getty I, considerato in quegli anni l'uomo più ricco al mondo. Il riscatto per la liberazione del giovane ereditiere - rapito a piazza Farnese per mano della 'ndrangheta calabrese facente capo alle 'Ndrine dei Mammoliti, Piromalli e Femia - venne fissato a 17 milioni di dollari. La famiglia non assecondò subito la richiesta dei rapitori e i criminali fecero recapitare una busta contenente un orecchio del ragazzo e alcune sue fotografie, con la promessa che ne sarebbero seguite delle altre altrettanto cruente qualora il pagamento non venisse effettuato.

Il giovane Getty sarebbe poi stato liberato il 17 dicembre dello stesso anno sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, ritrovato da un camionista all'altezza di Lauria, in Basilicata. La somma finale corrisposta ai malviventi ammontò a un miliardo e settecento milioni di lire, soldi che Paul Getty III fu poi costretto a restituire (a rate) al suo ricco parente. La pellicola sarà incentrata sulla figura di Gail Harris, la madre del ragazzo che cercò in tutti i modi di convincere il facoltoso nonno a sborsare la cifra richiesta dai rapitori. Paul Getty I infatti era restìo al pagamento per non incoraggiare altri potenziali sequestratori nel compiere simili crimini.

Per il ruolo si era pensato ad Angelina Jolie, che ha dovuto declinare la proposta a causa dei troppi impegni di lavoro, ora il regista vuole Natalie Portman, neomamma bis e fresca di candidatura agli ultimi Academy Awards per un'altra interpretazione ispirata a una donna realmente esistita, l'ex first lady degli Stati Uniti d'America, Jacqueline Kennedy. Per l'attrice si è trattato della terza candidatura alla statuetta più ambita, dopo la prima, ricevuta nel 2005 per Closer e la seconda del 2009, con la quale trionfò per la sua interpretazione ne Il cigno nero.
 
 
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