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La maschera e il sorriso: l’avventura artistica di Mario Carotenuto
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In occasione del centenario dalla nascita di Mario Carotenuto (1916-2016), Claretta Carotenuto, attrice e regista teatrale, non solo come unica figlia del popolare attore ma anche come appassionata estimatrice della commedia all'italiana, lo ha voluto ricordare con un film documentario dal titolo La maschera e il sorriso: l’avventura artistica di Mario Carotenuto. Il film, prodotto dalla Scuola di Tecniche dello Spettacolo, ha ricevuto l'interesse culturale da parte del MiBACT e la collaborazione di Rai Teche, Istituto Luce e Titanus.

Il documentario verrà presentato a Roma mercoledì 5 aprile, ore 21, al Cinema Trevi (vicolo del Puttarello, 25) in occasione della rassegna di film intepretati dall'artista, in programma dall'1 al 6 aprile. Previsto la stessa sera un incontro moderato da Alessandro Boschi con Claretta Carotenuto, Maurizio Giammusso, Lucio Montanaro, Carola Penna, Pier Francesco Pingitore, Giovanna Ralli, Rolando Ravello, Gina Rovere, Enrico Vanzina.


"Nel tracciare il suo ritratto ho provato a rispettare quello che mio padre avrebbe desiderato: una narrazione semplice e rigorosamente incentrata sulla sua avventura artistica. Al di là della sua grande estroversione in scena, nella vita era un uomo schivo e riservato che non amava parlare di sé: innamorato del suo lavoro e del suo pubblico, è stato un attore che ha lasciato un bel ricordo di comunicativa umana - spiega la figlia Claretta Carotenuto - Riassumere 79 anni di vita – dal 1916 al 1995 – ed oltre 60 di arte – dal dopoguerra agli anni ’90 – di un attore così versatile e temperamentale, non è stata impresa facile: i brani di repertorio relativi alla sua sfaccettata e copiosa attività radiofonica, di rivista e varietà, cinematografica, teatrale e televisiva uniti ai contributi dei critici e dei colleghi, come anche alle sue interviste, mi hanno aiutata a viaggiare all’interno della sua carriera e ad offrire una panoramica completa del personaggio. Ho cercato di realizzare un’opera che non fosse il ritratto agiografico e 'retrospettivo' di un grande e amato attore che non c’è più ma, attraverso lui, di ripercorrere uno scorcio di cinema italiano con un’ottica volta anche al pubblico di domani".
 
 
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