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Tre film italiani alla Quinzaine des réalisateurs: L'intrusa di Leonardo di CostanzoA ciambra di Jonas CarpignanoCuori puri di Roberto De Paolis., tutti coprodotti da Rai Cinema.
L'intrusa, con Raffaella Giordano, Valentina Vannino, è un racconto ambientato nel mondo del volontariato, tra coloro che quotidianamente si trovano a contatto diretto col disagio. La storia è ambientata nella periferia napoletana all'interno di un centro di accoglienza. Il centro è stato aperto anni prima da una donna del Nord Italia assieme al marito poi morto. La donna continua a gestirlo con passione, negli anni, ha creato intorno a sé una comunità solidale con proprie regole e una forte identità. Un giorno, però, in quel luogo arriva l'intrusa del titolo, cioé la moglie di un camorrista, che per motivi misteriosi decide di andare a nascondersi proprio all'interno del centro, ma che, con la sua sola presenza, è destinata a scompaginare la già difficile quotidianità. "Si tratta di uno sguardo struggente sul nostro tempo", dice il delegato generale della Quinzaine Edouard Waintrop.

Dichiara il regista Leonardo Di Costanzo: "L’Intrusa non è un film sulla camorra; è un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubargli terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto. Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza tra tolleranza e fermezza. L'altro, l’estraneo al gruppo, percepito come un pericolo è, mi sembra, un tema dei tempi che viviamo". Interpretato dalla coreografa e danzatrice Raffaella Giordano e dall’esordiente Valentina Vannino e il musicista performer Marcello Fonte, il film è scritto da Leonardo di Costanzo, Maurizio Braucci, Bruno Oliviero ed è prodotto da tempesta/Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema, Amka Films Productions, Capricci. Il film sarà distribuito in Italia da Cinema di Valerio De Paolis.

A ciambra dell'italo-americano Jonas Carpignano - già passato a Cannes 2015 nella Semaine de la Critique con Mediterranea - è un film di attori non professionisti che interpretano se stessi: gli attuali abitanti della Ciambra, una comunità rom stanziale di Gioia Tauro in Calabria. Nel film - prodotto da Stayblack, Haut et Court, DCM con Rai Cinema - Pio Amato ha fretta di crescere. Una notte una serie di eventi cambierà per sempre la sua visione del mondo. Per Waintrop è "un film sorprendente, su una comunità di zingari".

Cuori puri
opera prima di Roberto De Paolis, è la storia d’amore tra un giovane violento e dal passato difficile e una ragazza che frequenta la chiesa, con Selene Caramazza, Simone Liberati, Barbora Bobulova, Stefano Fresi e Edoardo Pesce, che Waintrop presenta come "una storia d'amore tra due giovani provenienti da ambienti sociali molto differenti, uno sguardo alternativo sul nuovo cinema italiano". 
"Al centro del film c’è il tema della verginità: da una parte quella del corpo, illusione infantile di purezza e di perfezione e dall’altra quella del territorio, metafora di barriere e muri che si alzano a protezione dell’identità. I cuori puri del film, Stefano e Agnese, sono incapaci di tendere al mistero e al rischio della diversità", dichiara il regista De Paolis, classe 1980, fotografo con studi al London International Film School, al suo esordio nel lungometraggio, che per questo racconto profondamente calato nella realtà ha condotto una ricerca sul campo "attraversando la periferia dei centri accoglienza e dei campi rom per poi entrare nelle chiese e indagare la realtà contemporanea delle comunità cristiane".
Cuori puri è prodotto da Young Films con Rai Cinema e uscirà in sala in Italia il 25 maggio distribuito da Cinema. 



 

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