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Premiato Moby Dick di Nicola Sorcinelli con Kasia Smutniak
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Va a Moby Dick di Nicola Sorcinelli, con Kasia Smutniak il Nastro d’Argento per il miglior cortometraggio 2017. Vince, per l’animazione, Life sucks! But at least I’ve got elbows, corto di Nicola Piovesan già diventato anche una web serie di culto. Così ha deciso il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici-Sngci che, consegnando oggi i due Nastri ai Corti d’Argento 2017, ha anche assegnato i premi speciali a Chiara Caselli per il suo Molly Bloom, a Pivio autore con Marcello Saurino di It’s Fine Anyway e al corto di produzione italiana Il silenzio di Farnoosh Samadi e Ali Asgari, iraniani che risiedono nel nostro Paese.
Un riconoscimento speciale, per la sperimentazione eccezionale di Ningyo, ideato e scritto con Nicola Guaglianone, è andato a un regista rivelazione delle ultime stagioni come Gabriele Mainetti.

Girato in Puglia, in mare aperto, Moby Dick - miglior cortometraggio di fiction 2017- racconta di due giovani donne, una delle quali clandestina, in due viaggi paralleli che arrivano a sovrapporsi letteralmente, alla ricerca di una salvezza impossibile, a dispetto di un naufragio quasi certo. In Life sucks! but at least I’ve got elbows Nicola Piovesan racconta, sperimentando un linguaggio che attraverso il web punta ad un pubblico non solo italiano, come un padre single e i suoi due figli riflettono sul senso della vita.
Le menzioni speciali per l‘animazione vanno a Lo Steinway di Massimo Ottoni e a Journal animè di Donato Sansone, arrivato in Francia fino alla selezione dei prestigiosi César.
La giuria segnala anche cinque titoli per la particolare attenzione all’attualità, soprattutto nel sociale: La viaggiatrice di Davide Vigore, sulle donne migranti; Lettere a mia figlia di Giuseppe Alessio Nuzzo, reso ancora più intenso dall’interpretazione di Leo Gullotta, sull’Alzheimer; No borders, realizzato anche attraverso un esperimento di realtà virtuale da Haider Rashid; Ovunque proteggi di Massimo Bondielli, corto di denuncia sul caso della strage ferroviaria di Viareggio, qui raccontata dalla parte dei parenti delle vittime, e Uomo in mare di Emanuele Palamara, con un’interessante interpretazione di Marco D’Amore, sul ‘caso’ dei testimoni di giustizia in attesa di protezione.

Fuori selezione, un premio speciale va a Il silenzio, scritto e diretto dagli iraniani Ali Asgari e Farnoosh Samadi e prodotto da Giovanni Pompili, interpretato tra gli altri da Valentina Carnelutti, unico titolo di produzione italiana – il primo dal 1997 – che è stato in corsa per la Palma d’oro nel Concorso cortometraggi dell’ultimo Festival di Cannes.  Il Cinemaster 2017 di Studio Universal va infine a Gianluca Santoni autore di Gionatan con la G, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia, storia di un bambino che a nove anni appena ha già lo sguardo di un adulto. In una sala d'aspetto di un pronto soccorso, attende che sua madre si faccia controllare, per le tracce di alcune ferite. 
 
 
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