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CANNES - Per l'ottava volta a Cannes, "dalla prima montée des marches nel 2000 a braccetto con Gene Hackman e Morgan Freeman", la madrina della 70° edizione, Monica Bellucci, fa anche parte del cast, composto da oltre 200 persone, dell'atteso ritorno di Twin Peaks 25 anni dopo. Ma l'attrice, che ha incontrato alcuni giornalisti italiani, è tenuta al silenzio sul ruolo e dice soltanto: "Lynch mi ha chiamata per propormi una cosa senza specificarmi di più. E' uno di quei registi cui non puoi dire di no perché ami il cinema e io sono una di quelle attrici per le quali un attimo o quattro ore di film sono la stessa cosa, l'importante è saper cogliere il momento magico e non ha importanza quanto spazio avrai. Faccio questo mestiere - continua - perché è legato all'emozione ed è imprevedibile come la vita".

Tra i nuovi progetti c'è una serie tv che vorrebbe produrre e della quale non dice ancora niente, mentre ha accettato un piccolo ruolo nella serie che sta preparando Niccolò Ammaniti. Secondo le voci di mercato ha un ruolo importante nel film con Alec Baldwin e Antonio Banderas su Ferrari e Lamborghini ma anche in questo caso si trincera dietro un no comment. Si augura come ha detto durante la cerimonia di apertura, che ci sia sempre più attenzione alle donne: "Ci sono 12 film diretti da registe e un presidente di giuria come Pedro Almodovar che ama le donne". Sul dibattito Netflix fa bene o male al cinema, che ieri ha tenuto banco, dice: "Ci sono tanti modi di comunicare. Io vedo le mie figlie che riescono a fare con un telefono tante cose che a me non riescono e nel frattempo parlarti, come se i nostri ragazzi avessero il 3D nel cervello".

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