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Il Premio Nobel per la Letteratura 2017 è stato assegnato a Kazuo Ishiguro perché nelle sue "novelle di grande forza emozionale ha scoperto l'abisso sotto il nostro illusorio senso di connessione con il mondo", come spiega la motivazione ufficiale.

Originario di Nagasaki ma naturalizzato britannico, l'autore di Quel che resta del giorno e Non lasciarmi, entrambi portati al cinema, si muove tra Oriente e Occidente, tra atmosfere sognanti e ambivalenti. Quel che resta del giorno è stato portato al cinema da James Ivory nel '93: un memorabile Anthony Hopkins è un maggiordomo impeccabile alla vigilia della seconda guerra mondiale, il cui agghiacciante aplomb si incrina all'arrivo della domestica Emma Thompson. Non lasciarmi è stato diretto da Mark Romanek e interpretato da Andrew Garfield, Carey Mulligan e Keira Knightley nel 2010,si tratta di un mélo con uno sfondo da fantascienza distopica. Meno felice era stato il tentativo di rimettere in piedi la collaborazione tra Ishiguro e Ivory (e il produttore Ismail Merchant) con la sceneggiatura originale per La contessa bianca (2006), ambientato nella Cina degli anni '30.

"Spero solo che ricevere questo grande onore, anche se nel mio piccolo, possa incoraggiare le forze del bene e della pace in questo momento", ha commentato Ishiguro alla notizia del Nobel. "E' sorprendente e totalmente inaspettato. Arriva in un momento in cui il mondo è incerto sui suoi valori, sulla sua leadership e sulla sua sicurezza" ha aggiunto.

Nato nel 1954 a Nagasaki, ma trasferito in Inghilterra con la famiglia a 5 anni, Ishiguro, che il prossimo 8 novembre compirà 63 anni, vive a Londra dove si è laureato in inglese e filosofia e ha sposato una donna scozzese, Lorna MacDougall, dalla quale ha avuto una figlia. Nel suo suo paese d'origine è tornato solo da adulto. A Nagasaki, pochi anni dopo la seconda guerra mondiale, sono ambientati il suo romanzo d'esordio 'Un pallido orizzonte di colline', del 1982, di cui è protagonista una donna giapponese, e il secondo 'Un artista del mondo fluttuante' del 1986, per cui gli venne assegnato il premio Withbread, che vede al centro un anziano pittore. Ma è con la storia del maggiordomo ossessionato dal dovere, abile nel reprimere i propri sentimenti, di 'Quel che resta del giorno' - vincitore del Booker Prize nel 1989 - che si impone all'attenzione mondiale. Dopo dieci anni di silenzio è tornato nel 2015 con 'Il gigante sepolto', storia di Beatrice e Axl, una coppia di anziani in viaggio tra draghi, giganti, folletti nella Britannia del VI secolo, alcuni anni dopo la morte di Re Artù, per trovare il figlio lontano che non sanno più se esista veramente. E anche di questo libro sono stati acquisiti i diritti, dal produttore hollywoodiano Scott Rudin, per farne un film.

Laureato all'Università del Kent, ha studiato Creative Writing all'Università dell'East Anglia, dove era uno degli studenti di Angela Carter. Tra i suoi libri anche 'Gli inconsolabili' dove il mistero è la chiave di volta di ogni vicenda e 'Quando eravamo orfani', in cui un detective scruta il mondo che precipita verso l'esplosione totale. Complessivamente sono sette i suoi romanzi, tutti bestseller e pluripremiati, a cui si aggiungono i racconti, tutti pubblicati in Italia da Einaudi. Ishiguro, che suona la chitarra, è anche autore di sceneggiature cinematografiche e televisive ed è appassionato di cinema classico giapponese, da Ozu e Kurosawa. Una sua sceneggiatura è alla base del film La canzone più triste del mondo, storia in costume di una gara per stabilire appunto la canzone più commovente mai scritta, divenuta un film nel 2003, per la regia dell'eccentrico canadese Guy Maddin. Nel 1994 era tra i giurati del Festival di Cannes che assegnarono la Palma d'oro a Pulp Fiction

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