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La Casa del Cinema di Roma ospiterà martedì 5 dicembre, ore 17.30, la presentazione del libro “Romana Film. Fortunato Misiano e la sua avventura nel cinema” (CSC, Iacobelli Editore) scritto da Steve Della Casa e dedicato alla figura di Misiano, fondatore nel 1946 della storica casa di produzione Romana Film.
L’evento realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia è moderato da Alberto Crespi e con la partecipazione dell’autore del libro Steve Della Casa e del regista Pupi Avati. A seguire, alle ore 18.30 circa, la proiezione de Le avventure di Mary Read, esordio cinematografico del compianto regista Umberto Lenzi, prodotto dalla Romana Film.

Oltre alla presentazione del volume, l’incontro sarà un’occasione per discutere sul sistema produttivo e sull’impatto avuto da uno studio come la Romana Film nel panorama cinematografico italiano. Contrariamente alle altre società storiche incarnate nel carisma del loro produttore, la Romana Film si è da sempre legata al concetto e alla filosofia dello studio system. Così come spiega uno stralcio del testo di Della Casa: “Quando si parla di studio system in Italia è impossibile prescindere dalla Romana Film di Fortunato Misiano, attiva dal 1945 al 1970. Lo studio system è un concetto diverso dal singolo produttore. Il cinema italiano ha avuto grandi produttori, da Ponti a De Laurentiis a Cristaldi.
Ma lo studio system è qualcosa di più. È una politica di spettacolo che esibisce il nome della produzione come una vera e propria garanzia, come nei casi della Lux o della Titanus. Un film Lux (o un film Titanus) sono immediatamente riconoscibili dal pubblico perché ‘vogliono’ essere riconoscibili. La Romana Film ha avuto un’autonomia politica di studio system nel corso dei suoi venticinque anni di attività.
Romana Film significa circa un centinaio di pellicole, con una media di quattro film all’anno. Fino al 1959 la Romana è specializzata in film melodrammatici molto popolari, spesso di ambientazione napoletana, colmi di canzoni e di cantanti. Dagli anni ’60 in poi si specializza invece nel cinema avventuroso, con tratti distintivi ben precisi. Quasi sempre film di pirati o di cappa e spada, con un cast ricco di personaggi, almeno un ballo e un ricevimento a corte, colpi di scena e musiche spagnoleggianti affidate ad Angelo Francesco Lavagnino; ma anche finti 007 allora molto di moda e, negli ultimi anni, film avventurosi conditi con un innocuo erotismo d’epoca.
Fra i registi più fidati della Romana Film ricordiamo Domenico Paolella, Luigi Capuano, il giovane Umberto Lenzi. Ma per la Romana hanno lavorato anche mitici mestieranti come Tanio Boccia e grandi autori come Vittorio Cottafavi o, pare, non accreditato, persino Michelangelo Antonioni. E sotto l’egida di Misiano hanno iniziato le loro carriere dive come Lisa Gastoni ed Edwige Fenech. Questo libro ripercorre l’avventurosa storia della Romana Film, con foto e materiali inediti messi a disposizione dalla famiglia Misiano”, (dalla quarta di copertina del volume "Romana Film. Fortunato Misiano e la sua avventura nel cinema").

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