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La morte di Daniel Talbot, Dan per gli amici, segna la fine di un’era nella vita culturale americana, e una grandissima perdita per il cinema inteso come arte, in particolare quello europeo. Si deve infatti a lui, e alla moglie Toby, la diffusione in America di molti capolavori del cinema. A partire dagli anni '60 Talbot è stato un protagonista del cinema d’autore sia in qualità di distributore (era sua la New Yorker) che come esercente: è una triste coincidenza che il suo Lincoln Plaza Cinema chiuderà nei prossimi giorni.

Talbot godeva della stima personale dei protagonisti del cinema mondiale: il libro scritto dalla moglie Toby sulle loro avventure di distributori ed esercenti ha la prefazione di Martin Scorsese. Tra i grandi autori presentati al pubblico americano ci sono Fellini, Olmi, Amelio, Paolo e Vittorio Taviani, Rohmer, Fassbinder, Altman, Truffaut, Kieslowski, Woody Allen, Godard, Kiarostami e, più recentemente, Paolo Sorrentino. Per non parlare di Bertolucci, del quale è stato un caro amico sin dai tempi di Prima della rivoluzione.

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