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LECCE. Soddisfatto del Premio Mario Verdone vinto al Festival del cinema europeo con Cuori puri - presentato l’anno scorso a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs - il regista Roberto De Paolis sta progettando l’opera seconda che “racconterà la storia di una ragazza straniera che si prostituisce sulla strada e non in una casa. Non ci sono film che narrano la vita dura e diretta di questo genere di prostituzione. Stiamo valutando quale la nazionalità dare a questo personaggio: per l’Africa c’è tutta la vicenda della tratta, mentre per l’Est Europa le dinamiche sono un po’ diverse”. Il film sarà sempre prodotto dalla Young Films, società che condivido con Carla Altieri.

“Sono rari i film contemporanei che raccontano la prostituzione in modo documentaristico diretto, più sudamericani che europei - continua De Paolis - In Italia c’è un film bellissimo ma degli anni ’60, Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli, però sulle fine delle case chiuse, la legge Merlin e sulle prostitute che si reinventano un lavoro. E ancora La ragazza in vetrina di Luciano Emmer, ambientato ad Amsterdam su una ragazza che sta appunto in vetrina nel quartiere a luci rosse e con coprotagonista un minatore italiano. E’ un tema lasciato nell’ombra, dimenticato dai media nonostante la prostituzione sia sempre davanti ai nostri occhi e i numeri delle giovani coinvolte”.

De Paolis non sa ancora se il ruolo sarà coperto da un’attrice non professionista. “Preferisco lavorare con interpreti non professionisti, ma mi piace anche che attori veri, come è accaduto in Cuori puri con Barbora Bobulova, Stefano Fresi, Edoardo Pesce si mettano a disposizione del film, si connettano con i non professionisti e li aiutino, trovando un linguaggio comune”.

Il Premio Mario Verdone, giunto alla nona edizione, istituito dal Festival insieme alla Fondazione CSC e al SNGCI, in accordo con la famiglia Verdone, viene assegnato da Silvia, Carlo e Luca Verdone a un giovane autore (massimo 40 anni) che con la sua opera prima si sia particolarmente distinto nell’ultima stagione cinematografica. Tre i finalisti, Simone Godano con Moglie e marito, Antonio Padovan con Finchè c’è prosecco c’è speranza e il vincitore Roberto De Paolis con la seguente motivazione letta da Carlo Verdone: “Cuori puri è un film intenso e insieme carico di realismo che rivela con l’attualità del tema, una capacità narrativa forte fin dalle prime inquadrature - recita la motivazione letta da Carlo Verdone - Raccontando marginalità e voglia di riscatto e, senza alcuna tentazione retorica, dimostra infatti che - anche in condizioni di conflitti sociali evidenti - esiste la possibilità che un incontro d’amore possa vincere il doppio disagio esistenziale che il vissuto dei due protagonisti, grazie a una regia sensibile e attenta, racconta anche attraverso un’ottima direzione di tutto il cast”.

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