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LECCE. "I film italiani di autori esordienti visti e selezionati per assegnare il premio intitolato a mio padre mi fanno sentire fiducioso nelle nuove generazioni - afferma Carlo Verdone ospite del Festival del cinema europeo - Ma attenzione alle storie, in questo momento abbiamo soprattutto bisogno di bravi soggettisti e sceneggiatori. Una volta, penso agli anni ’60, la narrativa aiutava molto il cinema, oggi è vero il contrario, sono pochi gli scrittori che scrivono per il cinema".

Verdone è intanto impegnato nella stesura del soggetto del suo nuovo film. “Insieme a Menotti e Nicola Guaglianone (sceneggiatori di Benedetta follia, ndr.) stiamo esplorando un paio di strade, una è per un film corale, nei prossimi giorni ne parleremo con il produttore Aurelio de Laurentiis". Punto di partenza dei suoi film è "sempre un argomento d'attualità, che può essere suggerito da una vicenda personale che ho visto, da un articolo di cronaca, da un servizio in tv, da un tema che ricorre sempre più spesso. In Posti in piedi in paradiso c’era il dramma dei padri separati, senza lavoro. Il successo di un film dipende se il pubblico riconosce nel tema qualcosa che lo riguarda e se contiene un po' di poesia e critica sociale e di costume. Tutto ciò è fondamentale per una buona commedia".

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