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"Le priorità del governo sulla cultura dovrò raccontarle prima alle commissioni parlamentari: le risorse e l'aspetto della quantità sono un primo tema, e senz'altro c'è bisogno di più risorse. Accanto però anche al tema della qualità e del metodo, per decidere quali sono le azioni da fare". Lo ha detto questa mattina il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Alberto Bonisoli, al termine della presentazione a Roma dell'ottavo rapporto annuale "Io sono cultura" di Symbola e Unioncamere. "Bisogna infatti ragionare su modalità, finalità e tempistica. E poi serve ascoltare di più gli operatori, ma questo non vuol dire che lascerò decidere gli altri, perché sono bravissimo a sbagliare da me. Ma voglio sentire anche cosa pensano gli altri: con questo metodo si creano condivisione e mobilitazione, senza calare riforme dall'alto", ha concluso il minsitro .

Quello che emerge dall'annuale rapporto "Io sono cultura" è l'immagine di un Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano particolarmente vivo e competitivo. Oltre 92 miliardi di euro generati nel 2017 dell'intera filiera culturale, pari al 6,1% della ricchezza prodotta in Italia, con un effetto moltiplicatore che in diversi settori dell'economia muove altri 163 miliardi, per un totale di 255,5 miliardi di euro. In questo ottavo rapporto anche i dati relativi al lavoro del settore: 1,5 milioni di occupati, il 42% dei quali possiede almeno una laurea.

Nel complesso, il Sistema della cultura italiano ha prodotto nel 2017 un valore aggiunto e un'occupazione superiori rispetto all'anno precedente (+2% e +1,6%). Inoltre, da un punto di vista geografico, sono il Lazio e la Lombardia le regioni che producono più ricchezza con la cultura, con Roma, Milano, Torino, Siena, Arezzo, Firenze, Ancona, Aosta, Bologna e Modena nella top ten delle provincie.

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