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"Luca Guadagnino, Matteo Garrone, Gianfranco Rosi e Paolo Sorrentino hanno rovinato il cinema italiano, quello che c’è di meglio si trova fuori". L'affermazione, chiaramente provocatoria, arriva dal critico e studioso Adriano Aprà, che alla Mostra di Pesaro ha presentato il volume "Cinema neosperimentale italiano" pubblicato nell'ambito dei Quaderni del CSCI (Centro di studi del cinema italiano) diretti da Daniela Aronica. Il volume monografico della rivista è dedicato all'esperienza di Fuorinorma, rassegna permanente di cinema neosperimentale italiano che ha concentrato l'attenzione sulla produzione controcorrente e fuori formato, spesso invisibile agli spettatori e persino agli stessi addetti ai lavori. Aprà, che ha fino ad oggi selezionato un gruppo di 72 opere, in larga misura non narrative, ha parlato del progetto insieme a Gianmarco Torri e Giacomo Ravesi. "L’industria va avanti pensando che il cinema è solo quello delle sale pubbliche, anche le riviste trattano solo ciò che è ufficiale, ma la maggior parte delle opere migliori non ne fanno parte", ha dichiarato Aprà, leggendo poi la lista dei film Fuorinorma e invitando i presenti a chiedersi quanti ne avessero visti e quanti ne conoscessero. Tra questi troviamo anche molte opere che hanno esordito proprio alla Mostra di Pesaro in vari anni e anche diversi film targati Luce Cinecittà come terramatta; di Costanza Quatriglio e Ofelia non annega di Francesca Fini.

A questo link alcune informazioni su Fuorinorma e una prima lista di titoli che viene costantemente aggiornata.

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