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Al cinquantaquattresimo giorno dello sciopero della fame ad oltranza di Oleg Sentsov i membri del FAN of Europe, la rete europea delle accademie nazionali del cinema e la European Film Academy, in rappresentanza di migliaia di filmmaker di tutto il continente, hanno fatto appello per l’immediato rilascio del regista ucraino. Nel loro meeting annuale durante il Karlovy Vary International Film Festival hanno chiesto al Presidente Putin e alle autorità russe di mostrare finalmente un volto umano e rilasciare immediatamente Oleg Sentsov

Le organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo e migliaia di filmmaker dall’Europa e dall’America hanno levato le loro voci in suo sostegno da quando il regista e padre di due bambini ha iniziato lo sciopero della fame il 14 maggio. Ci sono state mobilitazioni in oltre 70 città di 30 Paesi. Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha lanciato un appello nel suo discorso di apertura del G7 per la liberazione di Sentsov e la stessa cosa hanno fatto il Parlamento Europeo e altri esponenti politici e parlamentari. Fino ad oggi tutti gli appelli e I tentativi di soluzione diplomatica cono rimasti inascoltati. All’ottava settimana di sciopero della fame Oleg Sentsov è in grave pericolo.

Oleg Sentsov, che era stato coinvolto nelle proteste a sostegno di Euro Maidan a Kiev e si era opposto all’annessione della Crimea da parte della Russia, è stato arrestato dal Federal Security Service della Federazione Russa (FSB) nella sua casa di Simferopol il 10 maggio 2014 e portato a Mosca dove è stato detenuto in attesa di giudizio per oltre un anno. Nonostante il testimone chiave avesse ritrattato la sua testimonianza in quanto estorta con la forza, il processo, basato sull’accusa a Oleg Sentsov di avere commesso “crimini di natura terroristica”, è andato avanti e Oleg Sentsov è stato condannato a 20 di prigione.

Nonostante siano state raccolte migliaia di firme in tutta Europa, a sostegno di una lettera indirizzata dall’EFA al Presidente e alle autorità russe in cui si chiedeva la libertà immediata per Oleg Sentsov, quest’ultimo è stato condannato a 20 anni di prigione. Al termine di quello che Amnesty International descrive come “un processo ingiusto in un tribunale militare”, a fine novembre 2015 a Mosca, la Corte Suprema Russa ha confermato la sentenza e  Oleg Sentsov è stato deportato in Yakutia. Ora sta portando avanti uno sciopero della fame per ottenere la propria scarcerazione e quella di altri 64 prigionieri politici ucraini.

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