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L’accordo tra Regione Lazio e Istituto Luce Cinecittà per il sostegno a start-up innovative nel settore del videogame è stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta Regionale. Con questo accordo le due parti investono 600mila euro (300mila € ciascuna) per portare avanti una serie di azioni congiunte a sostegno della crescita del settore, tra cui un programma per start-up innovative e creative nell’ambito del nuovo incubatore/acceleratore dedicato all’industria del videogame Cinecittà Game Hub, programma che coinvolgerà almeno 10 startup del settore.

Il Cinecittà Game Hub è un nuovo spazio che l’Istituto dedica alle imprese di un settore in fortissima crescita in Italia e nel Lazio. I dati dell’associazione di settore Aesvi parlano di un giro d'affari di circa 1,5 miliardi di euro, di un trend di crescita in tutti i suoi segmenti, che vede la presenza nel Lazio di aziende di primo piano e di scuole specializzate. Il videogioco sta quindi divenendo una parte sempre più importante di un settore, le industrie creative, che nella regione valgono 15 miliardi di euro e rappresentano l’8,8% del valore aggiunto.

“Da anni si parla di rilancio degli Studios, di salvaguardia dell'occupazione e delle professionalità interne, di un ritorno di Cinecittà sulla scena mondiale come player indispensabile all'industria dell'audiovisivo italiano e internazionale - commenta l'AD Roberto Cicutto - Questa la sfida che abbiamo colto quando il 3 luglio 2017 la parte industriale di  Cinecittà è tornata sotto il controllo pubblico. Ma oltre a tutto questo, importantissimo ed essenziale, abbiamo aperto ad un obiettivo ancor più ambizioso: allargare i confini di quanto si fa dentro le mura di via Tuscolana fino ad abbracciare nuovi linguaggi e nuove tecnologie. L'Hub del Videogame è forse la più significativa di queste aperture. E' nel DNA contemporaneo del racconto per immagini, non tradisce la nostra mission ma la aggiorna e guarda al futuro. La Regione Lazio ha colto in pieno le possibilità di sviluppo, crescita e creazione di lavoro di questo progetto e ci accompagna in questa prima tappa - continua Cicutto - Cinecittà è una realtà solida che vive solo se vissuta come un organo vitale di un sistema più complesso. Lasciata a se stessa muore. Non perché non sia in grado di ospitare produzioni anche di grandi film e serie, ma perché oggi questo non basta. Abbiamo bisogno di complici e alleati, non di sostenitori. La Regione ha aperto la strada, con Roma Capitale stiamo tracciando percorsi altrettanto importanti. Il Tesoro  (il nostro proprietario) ci ha consentito di riacquistare Cinecittà Studios, e con il MiBAC di diventare attraverso il tax credit uno strumento di attrazione di investimenti in Italia per le produzioni estere, il MISE considerando il nostro audiovisivo un prodotto del Made in Italy (e non solo uno veicolo di promozione) ne ha potenziato la capacità di commercializzazione all'estero. Un cerchio virtuoso (non magico) che - conclude l'AD - oggi con la firma del protocollo Regione Lazio- Istituto Luce Cinecittà ha dato il primo segnale importante”.

Per Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico “l’accordo che sottoscriviamo con l’Istituto Cinecittà Luce dice molto della nostra strategia a favore della nuova impresa innovativa. Prima di tutto perché puntiamo su un settore come quello dei videogiochi, che in tutta Europa sta crescendo e che nella nostra regione vanta manifestazioni dedicate come Rome Video Game Lab (prodotto dalla stessa Cinecittà) e Romics, imprese tra le più dinamiche e Accademie di prima importanza: c’è, insomma, un ecosistema che l’azione della Regione vuole rafforzare. Poi perché con la collaborazione con una istituzione come Istituto Luce Cinecittà - prosegue Manzella - continuiamo il modello sperimentato con Asi per il settore dell’aerospazio: lavorare con i grandi operatori del settore per far nascere nuova impresa. Infine, per l’approccio. Oramai in tutto il mondo le tecniche di videogioco si applicano a servizi pubblici, come medicina, istruzione: è una strada che va seguita anche qui da noi”.

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