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A Molisecinema, in programma dal 7 al 12 agosto a Casacalenda (Campobasso), verrà presentato il documentario 1968 - Gli Uccelli. Un assalto al cielo mai raccontato per la regia di Gianni Ramacciotti e Silvio Montanaro, prodotto da Invideo Multimedia in associazione con AAMOD-Archivio Audiovisivo Movimento Operaio.

Roma, 9 febbraio 1968: con l’involontaria complicità del giovane professore Paolo Portoghesi, gli Uccelli - Paolo Ramundo, Gianfranco Moltedo e Martino Branca - fanno il nido per 36 ore sulla cupola di Sant’Ivo alla Sapienza, capolavoro del Borromini, occupando simbolicamente quella che fu la prima università della capitale. Così, per merito dell’iniziativa di tre ragazzi di Architettura - spiegano gli autori nelle note di regia - gli studenti escono dalle aule universitarie per dar vita a un ‘68 diverso, partecipativo, più creativo. In un anno in cui ogni giorno succede qualcosa, le loro imprese finiscono sulle pagine dei giornali di tutto il mondo e attirano l’attenzione dei più grandi artisti del momento: Schifano, Pasolini, Moravia, Max Ernst, Dorazio, Angeli, Tano Festa e persino i Rolling Stones, per non citarne che alcuni. Con loro avranno intense relazioni, spesso autoinvitandosi a cena, traendone una continua fonte d’ispirazione.

Gli Uccelli raccolgono consensi sempre più ampi, sovvertendo la vita dell’ateneo con animo surrealista e antagonista: pascolano pecore a Villa Borghese, che poi porteranno in salvo disinteressandosi degli scontri di Valle Giulia, bloccano gli esami lasciando razzolare nella facoltà 100 galline donate da Manzù, piantano un fico dal valore simbolico nel cortile di facoltà e realizzano una piscina sul retro della stessa, mentre con i loro happening creativi inventano “l’arma” dei murales, reclutando per quello sulla facciata dell’ateneo anche Guttuso.

Berlino, 11 aprile 1968. Rudy Dutschke, ieader del movimento tedesco, viene ferito in un attentato: gli Uccelli volano a Berlino, si fanno ospitare dall’artista e attore Remo Remotti. Qui stringono un sodalizio con gli occupanti alla Kommune 1, giovani in lotta contro la famiglia e la società borghese attraverso l’esempio, la satira e la provocazione: proprio come gli Uccelli. Insieme occupano i Sassi di Matera su mandato di Carlo Levi per opporsi a una “diaspora disumanizzante” della comunità contadina del luogo: la loro iniziativa darà via a quel processo che porterà i Sassi a divenire patrimonio dell’UNESCO. Ma non è tutto: a settembre, su invito del sindaco Corrao, riorganizzano la spedizione dei Mille per dare un futuro diverso a Gibellina dopo il terremoto: ovunque vanno, coinvolgono studenti e popolazioni senza mai cercare lo scontro, se non che sul piano culturale.

Le loro iniziative e il loro modo di portarle avanti, rendendo la cultura, l’arte e il bello tutt’uno con la ribellione allo status quo, lasciano la sensazione che la nostra storia sarebbe potuta cambiare, ma quando lo scontro politico prese il sopravvento, il ricordo del gruppo degli Uccelli volò via. Il documentario ripercorre gli avvenimenti salienti di cui sono stati protagonisti gli Uccelli, attraverso il flusso narrativo creato dalle interviste (senza domande) ai protagonisti, corredate da un ricco repertorio d’archivio che comprende filmati d’epoca, fotografie anche inedite e articoli dei giornali. Il documentario fa emergere le ispirazioni e le motivazioni del gruppo, le mirabolanti gesta di un gruppo di studenti che, con l’esempio e la provocazione, portò l’arte e la cultura nel movimento per sovvertire i rituali della politica e le regole del senso comune.

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