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Sono sei i film documentari fuori concorso della migliore produzione cinematografica italiana contemporanea che verranno presentati al Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà che si terrà a Milano dal 13 al 16 settembre, con madrina l’attrice e regista Lorenza Indovina. Il festival, di cui è già noto gran parte del programma, si terrà presso la Triennale di Milano, sede principale della rassegna, il centro culturale Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.

Tra i sei titoli che verranno presentati troviamo La Spartenza di Salvo Cuccia, si ispira alla autobiografia di Tommaso Bordonaro “La Spartenza”, che vinse il premio Pieve 1990 per il miglior diario inedito. Spartenza significa separazione e partenza. Bordonaro emigrò nel 1948 negli USA e il documentario ci porta tra Bolognetta e il New Jersey. La sua storia è un frammento della storia generale delle migrazioni, toccante e unica perché raccontata in prima persona da un migrante.

In My Home, in Libya di Martina Melilli, filmando la casa dei suoi nonni vicino a Padova, identifica una mappa di luoghi appartenuti al loro passato. Antonio è nato a Tripoli, in Libia, quando questa era una colonia italiana, e lì ha sposato Narcisa. Sono stati costretti a lasciare il paese all’improvviso nel 1970, dopo il colpo di stato di Gheddafi. Con l’aiuto di un giovane libico contattato tramite i social media, Martina raccoglie immagini di quella che è diventata oggi l’allora “casa” dei suoi nonni. I nomi di alcune strade sono totalmente cambiati, altri no. Tramite lo scambio di immagini e chat, la relazione tra i due diventa più profonda. Il web permette loro di superare pian piano i confini fisici e culturali che separano le loro vite.

La vita è un dono di Israel Moscati ha per protagoniste cinque donne, un viaggio nelle loro storie di vita, nel loro diverso e caleidoscopico modo di essere donna e di superare la malattia, il tumore al seno. Un racconto tra le pieghe di dolori taciti ed inconfessabili che coinvolgono anche chi ti sta vicino con reazioni diverse. Quando il progetto di vita è stravolto dalla malattia inizia un processo di lotta e trasformazione. Cinque donne che trovano una nuova forza nella corsa. Corrono insieme, sino a raggiungere il traguardo finale della maratona.

Via Gallica: sulle orme dei Romani fra storia e archeologia, autore Keti Riccardi e regista Matteo Bardelli, ci parla di un reticolo di strade che collegava antichi villaggi abitati da genti del Po. Villaggi che dopo la conquista dei Romani mutarono profondamente dal punto di vista urbanistico, sociale e culturale. Un insieme di percorsi che mettevano in relazione Brescia, Bergamo, Como e Milano. Efficienti vie di comunicazione che arrivavano ai grandi laghi dove i Romani amavano edificare lussuose ville dell’ozio. Un territorio dove, nell’arco di tre secoli, si consumarono scontri ma anche incontri di civiltà. Dove tra pace e guerra si arrivò alla creazione di un nuovo mondo, di un nuovo modello sociale: quello romano. Un mondo ancora leggibile nei moderni tessuti urbani delle principali città della Lombardia, che testimoniano di un tempo in cui uomini, imperatori e poeti tramandavano le loro memorie e i loro fasti attraverso opere immortali come gli dei ai quali si rivolgevano.

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