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Prime anticipazioni della 5° edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano, che si terrà dal 9 al 14 ottobre. Il 4 ottobre s’inaugura la prima mostra svizzera di Simone Massi allo Spazio 1929 di Lugano, con le tavole da lui disegnate per Samouni Road (La strada dei Samouni), il documentario di Stefano Savona, premiato all’ultima edizione di Cannes con L’oeil d’or (miglior documentario) e che verrà presentato al festival.

Massi, disegnatore, animatore e regista italiano che ha realizzato film di animazione pluripremiati in tutto il mondo, è tra gli ultimi esploratori della tecnica “a passo uno”, con la quale ogni disegno rappresenta un fotogramma del film, realizzato su carta con ogni tipo di strumento di scrittura a mano - dal carboncini alle matite, dai gessi ai pastelli a cera. Attraverso gli occhi e i ricordi dei bambini e della gente sopravvissuta, La strada dei Samouni di Stefano Savona, racconta la tragica vicenda di una famiglia di Gaza sterminata dall’operazione 'Piombo fuso' messa in atto nel 2009 dall’esercito israeliano. “Le animazioni - ricorda Savona - ricostruiscono i ricordi della vita antecedente l’attacco, di tutto ciò che è stato distrutto, il quartiere, le sue case e i suoi frutteti, mentre riportano alla vita i membri carismatici della famiglia morti durante il massacro di quella notte di gennaio nel 2009”.

Come appuntamento prefestival, alla Franklin University Switzerland (FUS), il 3 ottobre si propone, nel consueto incontro anglofono, il film Freedom for the wolf di Rupert Russell (figlio del leggendario Ken Russell) in versione originale inglese con sottotitoli in italiano e aperta al pubblico, cui farà seguito forum di approfondimento. Il film si interroga sul senso della democrazia e della libertà. Prendendo come premessa il famoso avvertimento di Isaiah Berlin, "I lupi, se lasciati liberi, strangolerebbero le pecore", Russell fornisce una profonda analisi del vago concetto di libertà in quattro continenti: dalla Rivoluzione degli ombrelli a Hong Kong, attraverso quello che oggi riconosciamo come l’inizio di una fallita Primavera Araba in Tunisia, al nazionalismo indù in India, alla legge anti-ballo in Giappone e, per finire, le tensioni razziali e l’elezione di Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America.

Una seconda sala per il festival è una delle novità, oltre allo storico Cinema Corso, parte della programmazione si svolgerà al Cinema Iride.

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