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Le associazioni degli autori italiani (Anac, 100autori, Aidac, Asifa, Doc/it e Wgi) accolgono con favore la votazione sulla direttiva Copyright nel mercato unico digitale approvata il 12 settembre in plenaria dal Parlamento europeo e ringraziano i membri del Parlamento per aver ascoltato gli autori e aver compreso l'urgenza e la necessità di definire regole chiare nel mercato digitale per garantire i diritti degli autori. Le associazioni sono particolarmente soddisfatte per l'adozione di miglioramenti significativi nei contratti di autori e artisti, nonché della conferma dell'introduzione di un nuovo articolo che stabilisce un principio di remunerazione equa e proporzionata per gli autori in base allo sfruttamento delle loro opere, anche online (articolo 14).

L’ultimo appello era stato lanciato lo scorso 3 settembre a Venezia durante il convegno Emergenza Europa, valore per tutti nell’ambito delle Giornate degli Autori dal ANAC,100autori, AIDAC e WGI, insieme alla SIAE. Il dibattito pubblico faceva seguito ad una serie di incontri con i membri della FERA, Fédération Européenne des Réalisateurs de l’Audiovisuel, con il presidente del PE Antonio Tajani, la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, l’onorevole Silvia Costa e altri europarlamentari con cui è stata avviata una lunga e positiva interlocuzione in questi ultimi mesi. Si segnala inoltre la prima trasferta a Strasburgo di Mogol, nuovo presidente della SIAE, accompagnato dal direttore generale, Gaetano Blandini, che il 12 settembre ha contribuito a persuadere gli eurodeputati che nella votazione di luglio si erano espressi negativamente. 

Questo primo passaggio, che dà il via libera alla proposta di direttiva sui diritti d’autore nel mercato unico digitale, assume un particolare significato simbolico per quel che riguarda la volontà di affiancare ai diritti della rete anche alcuni imprescindibili doveri fondamentali. Il riconoscimento ad un’equa remunerazione per agli autori per lo sfruttamento delle opere sul web è un principio che ha la stessa importanza e dignità di quello della libertà di espressione. Gli autori italiani auspicano che questo passaggio sia preludio di un’incisiva azione di pari portata affinché una tassazione equa venga applicata a quei giganti del web che realizzano profitti miliardari, contando su una discutibile immunità fiscale e operando in un regime di monopolio globale.     

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