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“Mi piacerebbe che ci fosse più libertà, anche i cinepanettoni e il Grande Fratello sono cultura, l'importante è che sia salvaguardata la libertà di scegliere la cultura che vogliamo. In passato secondo me si è troppo distinto tra cultura alta e cultura bassa. La cultura è quella che ad uno piace e che sceglie, da questo punto di vista mi piacerebbe ci fosse la massima libertà, non che ci sia un genere che va e l'altro che non va”.

Così il ministro Alberto Bonisoli ospite a ‘Un giorno da pecora’ su Radio 1.

Poi continua: “In Italia siamo specializzati nello scoprirlo dopo. Toto' era un grande, dopo. Franco e Ciccio erano dei grandi, dopo". Poi sottolinea che la sua priorità per l'uso di nuove risorse per la cultura sarà lo spettacolo dal vivo: "teatri, compagnie, c'è un mondo che ha bisogno di essere aiutato. E' importante mantenere la diversità di offerta culturale. Se non ci fosse lo Stato avremmo solo quello che fa cassetta. C'è bisogno di dare qualcosa di più a queste realtà, è un tema importante perché oggi chi lavora in questo mondo fa fatica, dobbiamo dargli una mano per essere sul territorio, offrire delle cose accettabili e farsi vedere dagli spettatori".

Una battuta anche su Netflix: "E' giusto che paghino le tasse e si comportino come tutti gli altri". Nel decreto attuativo della legge cinema, aggiunge poi il ministro "ci sono le quote di produzione nazionale applicate anche alle piattaforme digitali, vuol dire che anche loro devono produrre e ritrasmettere contenuti italiani".

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