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NAPOLI - A Venezia Massimiliano Gallo batte Matt Damon 3 a 2: l’attore partenopeo era infatti al festival lagunare con tre film, entrando di diritto nella classifica dei 50 personaggi più influenti del cinema italiano. “Era un record ma io non lo sapevo – dice Massimiliano Gallo ospite del Napoli Film Festival - quando sono arrivato ho saputo che hanno fatto un sacco di battute su di me… qualcuno voleva cambiare il nome della strada più grande del Lido da via Sandro Gallo a via Massimiliano Gallo… ma io l’ho presa con l’incoscienza di chi va lì con tre film, qualcosa che non ti ricapiterà mai più. L’ho presa per quello che è, un riconoscimento in un percorso straordinario come quello di un festival così importante, e se la prendi con la giusta distanza va bene”.  

Veleno è ambientato nella terra dei fuochi.  
Veleno è un film tosto. Non è un film sulla terra dei fuochi, non vuol essere un’inchiesta su quel luogo, ma è semplicemente il racconto di persone normali, che abbiamo anche conosciuto direttamente sul territorio, che sono diventate eroi, che hanno reagito nel modo più semplice cioè non abbandonando la loro terra perché è lì che sono le loro radici. Poi c’è la parte del veleno che avvelena fisicamente, ad esempio il mio personaggio, ma avvelena anche i rapporti umani e le persone intorno a me che invece hanno venduto la terra cedendo al malaffare. Ma c’è da specificare che la terra dei fuochi è solo un piccolo pezzo della Campania, il resto è pulito e produce l’eccellenza dell’agroalimentare, se andiamo in Veneto, ad esempio con l’inquinamento non puoi mangiare neanche un’insalata…

In Nato a Casal di Principe lei è un genitore che vede sparire nel nulla suo figlio.  
Sì, anche questo è un film tratto da una storia vera. Parla di un ragazzo che scompare e che fa parte di una famiglia bene di Casale e solo dopo 25 anni si scopre chi è stato e perché. Ma la cosa grave è che non c’è un perché…

E poi c'è il film di animazione, La Gatta Cenerentola.  

La Gatta Cenerentola è secondo me un capolavoro di animazione. Un punto di orgoglio per noi perché è tutto napoletano, dalla produzione agli artisti, dai musicisti ai registi… tutti straordinari. Nel doppiaggio oltre a me ci sono Maria Pia Calzone, Alessandro Gassmann ma anche Mariano Rigillo e Renato Carpentieri. È un miracolo perché parliamo di un film di animazione che sarà in giro in competizione con film che costano 60, 70 milioni di dollari mentre questo ne è costato solo un milione e duecento. Tanto talento e tanta roba che fortunatamente la mia Napoli produce in abbondanza.

Tanta roba come i film che ha fatto negli ultimi 10 anni. Circa 40 tra cinema e tv…  

Sì (ride)… ma io devo recuperare! Ho cominciato tardi, prima facevo solo teatro, nel 2008 ero già vecchio e quindi ho detto “mo devo correre”… La prima cosa che ho fatto è stato Fortapasc di Marco Risi, dopo No Problem di Vincenzo Salemme e Mine vaganti di Ozpetek. Poi non mi sono fermato più…

Infatti nel 2017 ha in elenco 6 film pronti e quattro in fase di produzione, anche questo è un record.
Per fortuna. Adesso, dopo i tre film di Venezia, sto girando il nuovo lavoro di Vincenzo Salemme Una festa esagerata, che credo sia il suo film per Natale.

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