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LECCE. “E’ un bellissimo segnale che Valeria Golino con Euforia sia a Cannes in Un Certain Regard, una sezione rivolta allo sguardo diverso e sperimentale. Valeria ha una visione poetica della vita, lo si vede nelle foto e disegni che fa. Nel film, che non ho visto, faccio una piccolissima apparizione, è stata più una questione di cuore rispetto alla condivisione del suo esordio alla regia, Miele. Un film che mi ha aperto una dimensione differente del mestiere di attrice”. Jasmine Trinca torna, dopo 12 anni, al Festival del cinema europeo dove riceverà stasera l’Ulivo d’oro alla carriera, un riconoscimento che si aggiunge agli altri importanti avuti, tra cui il premio conquistato l’anno scorso a Cannes per l’interpretazione di Fortunata proprio nella sezione Un Certain Regard.

Oltre alla Golino, a Cannes 2018 troviamo Alice Rohrwacher in Concorso con Lazzaro Felice, dunque una presenza importante di registe italiane.

Mi auguro che segni un’inversione di tendenza, così che il mondo l’immaginario possa essere rappresentato in modo differente e più complesso. Anche alla Berlinale in concorso c’era una regista italiana, Laura Bispuri, per di più giovane. E’ un cambiamento anche generazionale, perché non possiamo vivere solo dei nostri grandi maestri, anche se sono stati importanti per noi e per tutto il mondo. La rappresentanza delle donne nelle scuole di cinema non è esigua, eppure l’87 per cento dei film usciti è diretto da uomini. Diamo a queste giovani una possibilità maggiore nei festival.

Ha mai pensato alla regia?

Credo di non essere in grado, anche se poi continuo a porre questa domanda a tutte le persone con cui lavoro. Se un giorno riesco a mettere da parte questo timore, mi piacerebbe vedere una storia con i miei occhi, mostrare il mio sguardo. Dopo alcune incertezze iniziali, poi ho goduto molto a fare l’attrice e ora credo che qualcosa che ha a che vedere con la scrittura e la visione più personale potrebbe esserci.

In rete si parla di due nuovi film che l’attendono.

Purtroppo non sarò in Red Snake, il film di una giornalista e intellettuale francese, Caroline Fourest, sulle guerrigliere kurde, tra l’altro a Cannes sullo stesso argomento c’è un film di un’altra regista donna. Quanto a The Man Who Saved Paris, il produttore sembra molto entusiasta, continua a scrivermi ogni settimana proponendomi questo film con Stanley Tucci e Kristin Scott Thomas ambientato a Parigi. Aspettiamo..

Presto la vedremo in Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, il film sul caso di Stefano Cucchi.

Ho una piccola parte, quella della sorella, Ilaria Cucchi. Qui, come in Piano, solo, ho avuto un riferimento a una persona reale della storia, una persona con la quale ritengo imprescindibile confrontarmi. Non mi interessa conoscere per ‘copiare’ ma perché mi viene affidato un personaggio che esiste nella vita.

A 18 anni dal suo esordio ne La stanza del figlio, è soddisfatta della sua carriera?

Sono felice di avere incarnato una certa idea di femminilità complessa, differente di volta in volta, penso a Fortunata o a Miele. Purtroppo in Italia si fa l’errore  di ingabbiare l’attore in correnti e categorie, eppure l’attore dovrebbe essere una maschera che si trasforma, poliedrico. Io nella vita sono molto buffa, scomposta, ma questo mio aspetto non viene indagato, è visto poco.

Le prossime iniziative di voi attrici, registe e lavoratrici del cinema?

Nell’incontro al Quirinale nel quale abbiamo consegnato al Presidente Mattarella una lettera con proposte concrete che si rifanno molto al Time’s Up delle americane ma anche alle proposte delle francesi - 50 e 50 per il 2020 - che è un’idea di pari rappresentanza non soltanto nel cinema. Pensiamo a una forma di assemblea molto allargata anche agli altri settori. Il Festival di Cannes rappresenterà la possibilità di avere un incontro con le colleghe francesi e americane per creare una sorta di federazione su proposte non astratte: pari rappresentanza di genere nel 2020, un codice etico per la pulizia dei luoghi di lavoro, non solo per il cinema con il provino a porte aperte, l’estensione del tempo a disposizione per la denuncia di molestie. In Italia è più difficile creare un fondo per la tutela legale delle ragazze in difficoltà.

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