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ISCHIA - Michelangelo Messina è l’Inventore del Cineturismo (neologismo da lui creato), il promotore in Europa del fenomeno e l’ideatore dell’Ischia Film Festival. Lo abbiamo incontrato per sapere quali sviluppi sta portando avanti il Cineturismo anche grazie all’apporto del Ministero.

Cosa fa esattamente il Cineturismo?

“Questo progetto si chiama cinema e territorio e ha una funzione ben specifica, ovvero quella di riconoscere il patrimonio culturale di un territorio, conservarlo e promuoverlo attraverso l’audiovisivo. Nel 2003 ho lanciato prima il festival che estrapolasse il frame location nell’opera audiovisiva, poi la borsa del Cineturismo, conseguentemente gli studi per far capire quanto interessante fosse investire in cinema sul territorio. La BIT(Borsa Internazionale del Turismo) di Milano mi sostenne con 6 mila euro per il primo studio nazionale sull’impatto dei turisti nei luoghi del cinema. Ora ogni anno abbiamo un censimento che è un punto di riferimento, per quel che riguarda il fenomeno del Movie industry turist”

È molto americano come pensiero.

“Ho vissuto per cinque anni negli States, gli studi su questo fenomeno sono iniziati nel 1977 proprio in America, ma neanche da gente del settore, bensì da due professori universitari di marketing territoriale che si domandavano perché delle masse di persone si spostavano a vedere la montagna del diavolo di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e da li capirono la potenza del cinema, di quanto influisse sulla nostra volontà di andare a rivivere quei momenti.”

È anche una questione di empatia?

“Esatto. In te nasce la voglia di essere protagonista di quella emozione che hai visto al cinema. Tutto ciò è anche e soprattutto un aspetto economico importante, che genera oggi 200 miliardi di dollari all’anno, con uno studio solo sui viaggi, senza sapere quanto viene speso poi dal cineturista sul territorio. Un dato su tutti che voglio portare come esempio sono gli otto secondi di una scena di Games of Thones girata in un corridoio di alberi, portano in media 15mila persone l’anno a visitare questa stradina, con soli 8 secondi.”

 

Che ruolo svolge il Ministero all’interno del progetto?

“Il Ministero mi ha sempre sostenuto, prima con budget oggi con un altro. Ci è sempre stato vicino con la direzione generale cinema da quando ho iniziato il Festival. Non è solo una questione di conservazione del territorio, economica, turistica e promozionale, perché il cinema ha due effetti, quello economico quando si va effettivamente sul territorio a girare un film, e quello successivo quando genera l’interesse nel turista che lo porta a visitare quei determinati luoghi. Solo che in Italia ancora non c’è quella famosa cabina di regia che sto chiedendo da anni con esperti del settore, nonostante abbiamo creato un centro di studi con un osservatorio permanente all’interno del festival con cinque professori universitari da tutto il mondo. Nel mondo si è evoluto molto bene, la parte Europea che ho coordinato e ha ascoltato i miei consigli funziona alla grande, l’Italia no, si è limitata ad essere oggetto del politico di turno regionale. La Film Commission e il Cineturismo sono due cose distinte non bisogna confonderle. Sarebbe perfetto lavorare insieme, ma deve arrivare una direttiva nazionale. Ho ideato la prima cartina e la prima movieapp, il primo movie tour e la pannellistica nazionale sui luoghi del cinema de “Il Postino”, ma sono tutte cose che vanno portate avanti. La Film Commission attrae la parte economica sul territorio, dando poco attenzione al seguito del film, dovremmo invece attuare il metodo inglese, che ha un patrimonio culturale meglio conservato nel mondo. Quando si va a girare in Inghilterra, vieni seguito con tutta l’assistenza cinematografica adeguata, oltre a tutto ciò c’è il tourist board, che vuole garantirsi le fotografie sul set, le immagini per la royalty e tutte le cose che garantiscono una conservazione. In Italia non funziona. Non possiamo investire i soldi senza cognizione di causa, il Ministro mi ha già fatto un grande regalo perché ha posto il Cineturismo all’interno della legge cinema, lo Stato ha fatto il portale, grazie a questi avanzamenti spero si possano applicare le condizioni affinché noi potremmo monitorare e attrarre questo flusso incredibile di gente che genera 200 miliardi di dollari l’anno, sulle nostre 1700 location storiche Italiane. Ad oggi in Italia il modus operandi è avere un film che arriva agli Oscar e poi dopo cercare di sfruttarlo, ma un’operazione di marketing va fatta prima con una progettualità. Come esempio si potrebbe prendere la più grande operazione di marketing cinematografico di sempre, quella di Vacanze Romane, che fu fatto per attrarre il turista americano a venire in Italia.”

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