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LAMPEDUSA – Per lui l'isola, circa 14 anni fa, fu un vero colpo di fulmine. Oggi Massimo Ciavarro l'amore per Lampedusa continua ad alimentarlo di anno in anno portandoci l'altra sua passione: il cinema. Il vento del nord, rassegna cinematografica che organizza con la direzione artistica di Laura Delli Colli e Giovanni Spagnoletti, è giunto alla decima edizione e dal 26 luglio al 4 agosto porta su un grande schermo molto suggestivo - affacciato sul porto da un lato e sul corso principale di Lampedusa dall'altro - il cinema italiano di successo della scorsa stagione. “Farlo su un'isola che non ha un cinema ha un grande significato – spiega l'attore – Qui ci sono tanti ragazzi che non sono mai entrati una sala”.

Cosa la lega a Lampedusa?
Il mio amore per l'isola all'inizio è stato determinato dai suoi colori stupendi, dal suo mare, dalla genuinità delle persone. Nel tempo ho capito che mi piace moltissimo anche questo microcosmo in cui ci si concentra staccandosi dal mondo esterno e dalle sue frustrazioni. Il segreto per vivere bene è saper vivere il momento, e qui è più facile.

E il cinema come ci è arrivato?
Dopo tre-quattro anni in cui ho esplorato da turista ogni roccia e ogni angolo di mare dell'isola ho iniziato a pensare a cosa fare. Con la mia ex moglie Eleonora Giorgi avevo la casa di produzione Dharma 3, con quella realizzammo un film di adolescenti ambientato per metà a Roma e per metà a Lampedusa e poi decidemmo di organizzare una rassegna, Il vento del nord. Nei primi due anni ci siamo concentrati su una selezione di film della cinematografia più a nord del mondo, con film russi, svedesi, canadesi che “il vento del nord” portava nel punto più a sud d'Europa, a Lampedusa. Ora ci dedichiamo ai titoli italiani di successo.

La sua carriera da attore però continua.
Ho finito da poco la serie televisiva Romolo + Giuly – La guerra mondiale italiana che andrà in onda su Fox dal 17 settembre. Io sono il capo di Roma Nord, palazzinaro doc che combatte contro Roma sud. La serie è molto comica e vorrebbe ripetere il grande successo di Boris.

Lei è un vero esemplare di Roma nord nella vita reale?
Non mi ci sento, ma in effetti a Roma nord ci sono nato e ci ho sempre vissuto, prima ai Parioli, poi in campagna e ora a Collina Fleming, il vero “covo” di Roma nord dove ho potuto ispirarmi molto per la serie.

So che sarà presto sul set di un film.
Il 20 agosto a Budapest inizierò a girare Natale a cinque stelle, un film diretto da Marco Risi in cui reciterò al fianco di Massimo Ghini. Io interpreto un onorevole leghista di Civitavecchia. Enrico Vanzina lo ha scritto con il fratello Carlo, che avrebbe dovuto dirigerlo. Ora che non c'è più sarà una sorta di omaggio a Carlo.

Guardandosi indietro qual è l'esperienza a cui è rimasto più legato?
Forse la cosa più bella che ho fatto nello spettacolo è stata è stata Pechino Express, un'avventura meravigliosa fatta con mio figlio Paolo: 40 giorni stupendi in cui abbiamo fatto 10mila chilometri di autostop tra Vietnam, Laos, Cambogia e Thailandia. Ho sempre avuto un rapporto fortissimo con Paolo, ma questa esperienza l'ha cementato ulteriormente.

E quella che vorrebbe fare?
Rifarei immediatamente una tourné teatrale con Massimo Ghini. È un amico di infanzia, mi ha coinvolto nello spettacolo Un'ora di tranquillità e mi ha fatto capire che il mestiere vero dell'attore si vive a teatro, sentendo ogni giorno le reazioni del pubblico.

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