/ ARTICOLI

BARI. In piazza del Ferrarese, di fronte allo Spazio Murat, a pochi passi dal Teatro Margherita è stata inaugurata dal direttore del Bif&st Felice Laudadio la mostra dedicata a Marcello Mastroianni, insieme a una retrospettiva di circa 50 titoli, e allestita dal Festival e dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale. Si compone di 60 immagini sui set dei film interpretati scattate da famosi fotografi di scena: Pierluigi Praturlon, Divo Cavicchioli, Angelo Frontoni, Rosario Assenza, Francesco Alessi, Giovan Battista Poletto e David Cagnazzo.
Mostra che è integrata dai manifesti dei film Casanova 70, La dolce vita, Matrimonio all’italiana, Ballando ballando, La terrazza, Peccato che sia una canaglia.

“Quando gli si confidava un ruolo Marcello non interferiva sulla struttura della storia o sugli sviluppi del personaggio o sui dialoghi che lo esprimevano. Marcello si accingeva subito a ‘ricopiare’ il testo così com’era, ma con la sua personalissima calligrafia. E, che fosse italiano, americano, greco o francese, il ruolo diventava soltanto suo, gli calzava a pennello, tagliato sulla sua misura, come gli abiti che indossava e ai quali dedicava particolare cura”. Così Ettore Scola lo ricorda in un testo che apre il programma del Bif&st.
“Scola, presentando il film Il mondo nuovo, avrebbe dovuto inaugurare  il ciclo di incontri dedicati a Mastroianni. Per  noi è ancora il presidente fino a festival concluso. Semmai con il prossimo anno ci porremo il problema di un nuovo presidente onorario”, dice Laudadio nella conferenza stampa di apertura. E tra i papabili i rumors danno Giuseppe Tornatore.

“Mi piace Ettore. Ha humour; è simpatico. Con lui si può esprimere un’idea: se è valida, l’accetta - racconta l'attore di Scola sul set - In Una giornata particolare , mi ricordo, c’era una telefonata molto delicata che io, nel ruolo di un omosessuale, facevo evidentemente la mio amico. ‘Ettore - gli dissi - il pudore mi suggerisce di fare questa scena tutta di schiena. Vieni dietro la mia nuca, con la macchina da presa, perché le cose che dico non siano violente, non arrivino allo spettatore in maniera sgradevole’. Scola fu d’accordo . E quella telefonata è uno dei momenti più belli del film”.

Mastroianni è stato l’attore feticcio di Fellini, ma soprattutto di Scola che lo ha diretto in 9 film, più un episodio. “Non era comunista come Scola ma ammirava profondamente la personalità del segretario generale del PCI, Enrico Berlinguer, il suo rigore e la sua semplicità, la sua elegante ‘normalità’, segni distintivi anche della propria stessa personalità”, scrive Laudadio. In quel giugno 1984 l’attore prese parte al picchetto d’onore ai funerali del leader comunista, insieme a Fellini, Scola, Rosi, Antonioni, Maselli, Pontecorvo i Taviani, Carla Gravina e Monica Vitti.

147 i film interpretati, da Marionette di Carmine Gallone (1939, non accreditato) fino a Mi ricordo, sì, io mi ricordo di Anna Maria Tatò (1997), una sorta di testamento girato dalla sua compagna che all’inizio s’intitolava M.M. Autoritratto. Mastroianni ritenne questo titolo “troppo rigido, quasi presuntuoso - ricorda l’autrice - fa pensare a qualcosa di lineare, ben ordinato; pretende un rispetto quasi cronologico delle tappe della vita. Invece un titolo come Mi ricordo, sì, io mi ricordo è simile a uno spazio aperto”.

L'ultima sua interpretazione, che chiuse una carriera straordinaria, fu in teatro la commedia "Le ultime lune" per la regia di Giulio Bosetti. Il testo di Furio Bordon narra il difficile rapporto tra padri e figli, quando i padri invecchiano, e l'isolamento di un uomo, un padre, costretto a vivere in un ospizio fino alla sua morte. Un testo amato da Mastroianni perché lo sentiva vicino, avendo oltrepassato la soglia dei 70 anni. Diceva che lo aiutava a esorcizzare l'dea della morte, 


VEDI ANCHE

BARI 2016

Ad