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Compie 40 anni Allegro non troppo di Bruno Bozzetto, talento ironico e poliedrico nonché uno dei massimi rappresentanti del cinema d’animazione italiano nel mondo. La Fabbrica dell’Animazione celebra a Milano le qualità artistiche ancora attuali del film con la mostra fotografica “Allegro non troppo. Un tesoro dell’arte italiana", che racconterà per immagini la storia dell'opera e con un catalogo.
L’esposizione verrà inaugurata l’11 ottobre al cinema Anteo, con la proiezione del film e la presenza del regista. Sempre all'Anteo, nei giorni successivi, verranno proiettati altri due capolavori di Bozzetto, West and Soda (16 ottobre) e Vip mio fratello superuomo (23 ottobre).

La mostra - in programma fino all’11 novembre - è accompagnata da un catalogo ( di cui pubblichiamo il contributo di Andrijana Ruzic) che Bozzetto dedica all’animatore e regista Giuseppe Laganà, scomparso quest’anno, “un caro e grandissimo amico ma anche e soprattutto un collaboratore fondamentale di Allegro non troppo”.
Per l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo del Corno “il percorso espositivo omaggia questa significativa ricorrenza mostrando immagini di fotogrammi, personaggi, fotografie del backstage di autori e cast, esplorando gli aspetti ideativi e inediti di un’arte, quella del cinema di animazione, capace di stupire e affascinare il pubblico di ieri e di oggi”.

Il film del 1976, prodotto e diretto da Bozzetto, rappresenta un’originale risposta made in Italy al disneyano Fantasia (1940). Allegro non troppo racconta per immagini alcuni tra i più celebri brani di musica classica: “Preludio al pomeriggio di un fauno” di Claude Debussy; “Danza slava” Op. 46 n °7 di Antonin Dvořák; “Boléro” di Maurice Ravel; "Valzer triste" di Jean Sibelius; "Concerto in Do maggiore RV 559" di Antonio Vivaldi e "L’uccello di fuoco" di Igor Stravinskij.
Si tratta in totale di sei episodi, uno diverso dall’altro per scelte espressive e stilistiche, in cui Bozzetto si avvale della collaborazione dei migliori animatori del panorama italiano: Guido Manuli (Aida degli alberi, 2001), Walter Cavazzuti e Giovanni Ferrari, rispettivamente “ideatore” e animatore de La gabbianella e il gatto di Enzo D’Alo e a Giuseppe Laganà, l’autore della serie di Lupo Alberto.

Allegro non troppo è realizzato con tecnica mista, in cui il linguaggio dell’animazione si unisce al cinema dal vero (protagonisti indiscussi, tra un episodio e l’altro, sono Maurizio Nichetti e Maurizio Micheli e i loro siparietti comici). Il film mostra la sua forza espressiva sia nello stile, che nei contenuti: parla di ecologia, consumismo, sessualità, con un linguaggio di grande forza espressiva e chiarezza anche per le nuove generazioni.
L’evento milanese s’inserisce sulla scia del Premio Itala, riconoscimento dedicato ai grandi autori del cinema d’animazione, promosso sempre dalla Fabbrica dell’animazione che riunisce le associazioni noprofit Bottega Partigiana e Cartùn. La prima si compone di un gruppo di persone alla ricerca di nuovi modi di interpretazione e nuovi scenari di realizzazione per la sostenibilità di arte, ecologia ed economia. La seconda ha come obiettivo principale la valorizzazione del cinema d’animazione contemporaneo e la rivalutazione di quello passato.

L'evento è realizzato in collaborazione con Bruno Bozzetto Distribution e Studio Bozzetto, col patrocinio del Comune di Milano, Regione Lombardia, Città Metropolitana, Fondazione Cariplo, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, e il sostegno di SIAE.

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