/ ARTICOLI

Una platea molto affollata e qualificata ha accolto, a Palazzo Massimo, nell'ambito del MIA, l'incontro con il ministro Dario Franceschini che ha presentato agli addetti ai lavori la Disciplina del cinema e dell'audiovisivo appena approvata dal Senato con una larga maggioranza. "Contiamo sull'approvazione alla Camera entro fine anno - ha esordito il ministro - il DG Cinema Nicola Borrelli sta già lavorando ai decreti attuativi con le associazioni di categoria perché vogliamo essere operativi fin dal 1° gennaio 2017". Una legge attesa da 40 anni, come ha sottolineato il ministro, che si fonda su tre direttrici principali: sostenere l'industria cinematografica e audiovisiva con risorse certe e automatismi nei finanziamenti che mettano fine alla discrezionalità delle commissioni, anche con l'intento di creare occupazione e posti di lavoro; sostenere la produzione che non potrebbe stare sul mercato da sola, con incentivi ai giovani talenti; allargare la platea di chi va al cinema con iniziative come Cinema2Day e agevolazioni per gli investimenti in cinema e sale storiche. "Il successo dell'iniziativa del mercoledì a 2 euro, che ha portato 1 milione di spettatori in sala, dimostra che il passaparola può servire a far capire che andare al cinema è bello anche a chi non ci va più o non ci è mai andato", afferma Franceschini.

Sul tema finanziario, in particolare, si insiste sulla certezza delle risorse: l'11% delle imposte versate all'erario da coloro che utilizzano i contenuti costituisce un meccanismo di autofinanziamento che non introduce nuove tasse. Ogni anno si avranno almeno 400 milioni di euro (+60%). Fino al 18% del nuovo Fondo Cinema va alle opere prime e seconde, ai giovani autori, alle start-up, alle piccole sale, a festival e rassegne di qualità, inoltre da qui vengono i contributi per Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro Sperimentale di Cinematografia. Viene potenziato il tax credit, il 3% del Fondo va a sostegno delle competenze audiovisive degli studenti; è previsto un piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico; l'internazionalizzazione del nostro cinema sarà unificata con una funzione di raccordo esercitata presso Luce Cinecittà; ci sarà un portale nazionale unico per le location.

Lorenza Bonaccorsi
, relatore alla Camera del provvedimento, ha sottolineato in particolare come la nascita del Fondo Cinema (art 13) rappresenti il superamento del meccanismo del Fus, che tendeva "alla cannibalizzazione tra le arti, ora il Fus rimane per lo spettacolo dal vivo". Infine nascerà un Consiglio superiore dell'audiovisivo con funzioni consultive in cui saranno presenti 11 rappresentanti dell'industria e delle principali associazioni del settore sul modello francese. 
                                                                             
Tra i presenti i dirigenti delle associazioni, tra gli altri il neo presidente dell'Anica Francesco Rutelli, il presidente dei distributori Anica Andrea Occhipinti, il presidente dell'Anem Carlo Bernaschi, il presidente Apt Marco Follini. Per Rutelli: "Uno scenario molto positivo, un traguardo molto importante centrato dal governo, adesso sarà complessa la fase di entrata in vigore dei decreti attuativi, ma il giudizio è decisamente positivo". 

VEDI ANCHE

ROMA 2016

Ad