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Allied: l’amore al tempo delle spie
Andrea Guglielmino
Lei (Marion Cotillard) è francese, lui (Brad Pitt) dell’Ontario. Sono giovani e attraenti, e quando si incontrano è evidente che si piacciono. C’è solo un dettaglio: sono due spie. Lei francese, lui dell’Ontario, di stanza a Casablanca durante la Seconda Guerra Mondiale per un’operazione segretissima e pericolosa. L’attrazione è incontenibile e sfocia in matrimonio, con tanto di bambina, finché lui non viene a conoscenza di un segreto orribile sul conto della moglie.

Thriller, Spy-story e romance in Allied – Un’ombra nascosta, nuovo film di Robert Zemeckis in uscita il 12 gennaio con Universal. Il mestiere del regista, che negli anni ’80 ha fatto sognare una generazione di spettatori con Ritorno al Futuro e Roger Rabbit e poi ha continuato a stupirci con Forrest Gump e Polar Express fino alla recente fatica di The Walk, si vede. La sceneggiatura è solida, gli interpreti convincenti. A tratti la trama richiede una buona dose di sospensione dell’incredulità, ma la tensione regge fino al un finale toccante e non scontato come si potrebbe prevedere. Si tratta anche di un omaggio nostalgico alla Hollywood classica, a partire naturalmente da Michael Curtiz e Humphrey Bogart, ma la critica americana è rimasta insoddisfatta.

“Credo che i film più di ogni altro media – ha detto Zemeckis in un’intervista – possano essere capaci di portarti in un’altra epoca. Un romanzo può farlo, ma col cinema tutto è più potente. Questa è la parte importante dello spettacolo. Amo questo aspetto, e il bello del mio mestiere è che puoi imparare tante informazioni inutili su un sacco di cose. Per esempio ora sono un esperto di Lysander aircraft e pistole Sten. Puoi immergerti in una generazione, e a quel punto non riesci a smettere di cercare cose sulla Seconda Guerra Mondiale”.
 
 
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