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Berlinale, i numeri e il mercato
Andrea Guglielmino
BERLINO – In attesa del week-end di chiusura, si può tracciare un bilancio di questa edizione in termini di numeri (al termine del primo fine settimana un comunicato annunciava oltre 250mila biglietti venduti), e in particolare risultano rilevanti le cifre di affluenza registrate dall’EFM, che ha attirato un numero di partecipanti maggiore rispetto allo scorso anno (9.640), il che riconferma Berlino come una importante piazza di affari, oltre che come festival prestigioso e particolarmente ‘cinefilo’. L’”EFM Industry Database” ha festeggiato il decimo anno di attività e al complesso del Martin Gropius Bau si è aggiunta una significativa porzione al Gropius Park, che ha ospitato i progetti e le idee innovative dell’industria africana.

 Particolarmente felici possono considerarsi gli agenti francesi, che a quanto pare hanno fatto affari d’oro. Il distributore Ad Vitam, a titolo di esempio, ha annunciato che curerà la produzione esecutiva del film Les estivants di Valeria Bruni Tedeschi, la Gaumont ha ufficialmente lanciato le pre-vendite dei suoi titoli in fase di post-produzione: Barbara di Mathieu Amalric e Bright Weakness di Guillaume Gallienne. StudioCanal ha fatto lo stesso con il suo Gauguin di Edouard Delduc, con Vincent Cassel e il film d’animazione Le grand méchant renard et autres contes.  

“Siamo molto felici che il festival abbia portato così tanta gente nei cinema di nuovo – ha detto il direttore Dieter Kosslick – La passione per il cinema mostrata da una audience curiosa che investe dodici giorni in una scoperta cinematografica è sempre positivamente impressionante. E la risposta alle nuove iniziative dell’EFM è estremamente buona”. Il programma Open House alla Audi Lounge ha fornito al pubblico un’opportunità aggiuntiva per fruire del festival e guardare gli ospiti da vicino. Ci sono eventi aperti al pubblico tutti i giorni, discussioni e dibattiti o serate con DJ.

Riflettori puntati in particolare sul Berlinale Co-Production Market. Tre premi in denaro sono stati assegnati ad alcune produzioni. L’Eurimages Co-Production Development, con una cifra di 20mila euro, è stato dato a The Wife of the Pilot di Anne Zohra Berrached, presentato dalla tedesca Razor Film Produktion. La VFF - Verwertungsgesellschaft der Film und Fernsehproduzenten di Monaco ha premiato i suoi VFF Talent Highlight Award. 10mila euro al progetto The Bus to Amerika, presentato al mercato dal produttore turco Nefes Polat e dal regista Derya Durmaz. Erano nominati anche la produttrice Maria Carla del, con il suo progetto Shock Labor, e il produttore Jeremy Chua da Singapore, con Tomorrow is a Long Time, che hanno ricevuto entrambi 1.000 euro e l’opportunità di presentare i progetti ai partecipanti del Co-Production Market. L’ ARTE International Prize è andato a Lost Country del serbo Vladimir Perišić, 6mila euro. In particolare al Co-Production Market, circa 600 partecipanti hanno partecipato in quattro giorni a più di 1.200 incontri indivituali, senza dimenticare il “Books at the Berlinale”, che organizza presentazioni di libri che potrebbero essere adattati in serie televisive in regime di co-produzione, una piattaforma nuova che ha ricevuto 2.000 richieste per gli incontri.  
 
 
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