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Dario Argento: "La paura non si cattura"
Andrea Guglielmino
E’ un Dario Argento euforico quello che presenzia il vernissage della mostra ‘Tagli di luce’, allestita fino al 22 marzo alla Galleria SpazioCima di Roma (via Ombrone, 9), che presenta una ricca selezione di foto di scena (circa una trentina), scattate sui set dei film più celebri, da Profondo Rosso a La terza madre, con un approfondimento dedicato a Suspiria, in occasione dei suoi 40 anni. Fotografie immortali, ristampate su carta, che ripropongono le visioni di  Argento, nonché gli incubi di generazioni di italiani.

Autore degli scatti è Franco Bellomo (con Argento nella foto) celebre fotografo che ha collaborato anche con Monicelli e De Sica, Fellini e Antonioni. Il progetto è di Claudio Lattanzi, con la cura di Roberta CimaGiuliano Graziani. A colloquio con il Maestro, per l’occasione, Antonio Tentori, sceneggiatore e collaboratore del regista, ma tra il pubblico c’erano anche Lamberto Bava, Lara WendelMirella D'Angelo e Stefania Casini, oltre alla figlia Fiore Argento.

“La paura non si cattura – ha detto Argento – è impossibile, ma le immagini sì e Franco in questo era bravissimo. Inoltre era discreto, non scocciava. Il rischio è che il fotografo di scena con la sua presenza possa distrarre gli attori, o gli operatori. Lui sapeva gestire anche questi aspetti”.

“E’ stata una selezione molto difficile – commenta Bellomo – ma credo di aver scelto gli scatti più significativi. Non è stato un lavoro facile perché ogni inquadratura, sempre in movimento, sarebbe da immortalare. Sono particolarmente legato a Suspiria perché, fotograficamente parlando, è un film pieno di colore. Profondo rosso invece è stato più difficile per questioni tecniche, di pellicola, tra movimento, interni e buio. Ho conosciuto Dario nel 1971 a Torino: lavoravamo su due set diversi, poi ci siamo rincontrati. E’ uno dei registi con cui mi sono maggiormente divertito. Per me doveva fare anche l’attore, vederlo sul set è un’esperienza unica. In altri casi mi facevano uscire dal set quando gli attori facevano la scena d’amore, ma con Dario dicevamo sempre ‘ehi, hanno letto il copione. E poi che fanno, in sala? Fanno uscire il pubblico mentre loro fanno la scena d’amore?’”. 

Grande estimatore e profondo conoscitore del cinema di Dario Argento, il regista Lattanzi, già assistant director di Michele Soavi nel documentario Dario Argento’s World of Horror e nel film La chiesa, ha voluto promuovere l’iniziativa, ricordando che proprio nel quartiere Coppedè sono state girate alcune delle scene più rilevanti dei film del maestro. Che, come sempre, è un tipo di poche parole, per cui appena possibile chiude in simpatia l’incontro proponendo “e adesso perché non ce le guardiamo, queste foto?”.

Tagli di luce

dal 15 al 22 marzo
SpazioCima
Via Ombrone 9
​dalle ore 15.30 alle ore 19.30
tel: 0685302973
info@spaziocima.it


 
 
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