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BOLOGNA - Effetti speciali al servizio dei sentimenti in un tour psicoanalitico dentro la mente di un bambino che sta vivendo un'esperienza molto più grande di lui. A Monster Calls, che in Italia si intitolerà Sette minuti dopo la mezzanotte e uscirà con 01 il 18 maggio, è il film che ha inaugurato alla grande il diciannovesimo Future Film Festival. E' diretto dal 41enne Juan Antonio Bayona, il regista nato a Barcellona che insieme al connazionale Guillermo Del Toro (si dice che sia stato proprio quest'ultimo a spronarlo a esordire durante un incontro avvenuto al Festival di Sitges nell'ormai lontano '93) ha rivitalizzato e reso internazionale l'horror spagnolo con un titolo imprescindibile come The Orphanage, la sua opera prima che fu una vera e propria rivelazione al Festival di Cannes del 2007. Per la sua terza pellicola, Bayona parte dal romanzo omonimo di Patrick Ness, un romanzo premiato con la Carnegie Medal e la Kate Greenaway Medal come miglior libro per bambini. Insieme a Ness ha scritto questa trasposizione che ha fatto il pieno di premi, tra cui una valanga di Goya, il massimo riconoscimento iberico: miglior regista, produttore, fotografia (Oscar Faura), montaggio (Bernat Vilaplana e Jaume Martí), colonna sonora (Fernando Velázquez), scenografia (Eugenio Caballero) sonoro (Peter Glossop, Oriol Tarragó e Marc Orts) trucco e/o acconciatura (Marese Langan e David Martí), effetti speciali (Pau Costa e Félix Bergés). Come si vede Bayona, pur costruendo un film a tutti gli effetti internazionale, per cast e ambizioni, ama circondarsi di collaboratori spagnoli e questo fa la differenza in termini stilistici.

Tra l'altro una delle cose più belle del film - e qui torniamo agli effetti "sentimentali" . è proprio il "mostro", un maestoso e antico albero di tasso che si anima a mezzanotte e sette minuti in punto per far visita al piccolo Conor, ragazzino solitario e introverso, che ama il disegno sopra ogni cosa. Conor è vittima di bullismo a scuola e ha una giovane madre che sta morendo di cancro. L'albero che gli appare ogni notte nel mezzo dei suoi peggiori incubi (un terremoto gli strappa la mamma precipitandola nelle profondità della terra) è in realtà Liam Neeson: le sue movenze sono state riprese con la tecnica del motion capture e trasformate in quelle di un'enorme creatura vegetale al tempo stesso distruttiva e benefica che porterà Conor, attraverso la narrazione di tre storie fantastiche (che vediamo animarsi davanti ai nostri occhi grazie a una raffinata serie di acquerelli) a elaborare in qualche modo un lutto tanto precoce, ma anche a fare i conti con un padre assente e con una nonna borghese e formale da cui non si sente compreso.

Il giovane e promettente Lewis MacDougall dagli occhi sgranati e dolenti è Conor, Sigourney Weaver è la nonna, Felicity Jones la mamma malata, Toby Kebbell il padre emigrato (ma forse sarebbe meglio dire scappato) in America. E fa la sua comparsa anche l'attrice feticcio di Bayona, Geraldine Chaplin, nei panni di una preside comprensiva. In The Orphanage era la medium Aurora e anche in The Impossible faceva un'apparizione. 

Bayona è attualmente impegnato nel sequel di Jurassic Park, che sarà in sala a giugno 2018. "Ogni storia è diversa, bisogna trovarne la profondità e riuscire a portarla sullo schermo - ha spiegato - Jurassic World 2 è un'esperienza quasi collettiva, con Colin Trevorrow e Steven Spielberg. È una nostra creatura, ma comunque trovo qualcosa di molto personale in ogni film che faccio. Ci sarò molto di me nel film". Nel cast Chris Pratt e Bryce Dallas Howard con Toby Jones e Rafe Spall.

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