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"Entro l'inizio dell'estate penso avremo già emanato il piano attuativo della legge cinema e nei mesi successivi avremo tempo per eventuali correzioni. Entro fine giugno ne avremo emanati 14. Su sei aspettiamo la bozza di testo definitivo ascoltando, come abbiamo scelto di fare in tutto questo lavoro, i pareri delle associazioni di settore". Così promette il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini al convegno 'Dove va il cinema italiano?' organizzato a Roma dall'Anica. Secondo Franceschini c'è "un problema tutto italiano, facciamo tanti film, più degli altri Paesi europei e molti non vanno bene. Ma c’è anche il problema delle sale. Ad esempio non si capisce perché in estate si debbano svuotare. Quando ero giovane era per il caldo, oggi sono tutte condizionate, come nel resto del mondo”. Per il ministro "l'equilibrio indispensabile, ma non semplice, che cerchiamo con la nuova legge è sostenere sia l'industria cinematografica che il cinema difficile, giovane, di ricerca, cui si rivolgono proprio i decreti". Ci sono inoltre "incentivi sia per la distribuzione che per gli esercenti che fanno uscire prodotto d'estate", per aiutare a superare "la mancanza di pubblico nei mesi estivi".

Il Ministro ha affermato che il cinema è un settore in crescita e in grande mutamento. “Soprattutto tra i ragazzi le immagini si stanno sostituendo alle parole”.  Con la Legge approvata nel novembre scorso si è costruito un quadro normativo, all’interno del quale si devono gestire gli impatti di un grande cambiamento globale che trasforma domanda e offerta, e atteso dal pubblico anche in Italia. In questo ambito non si possono nascondere le criticità, che riguardano, secondo il Ministro, la stagionalità del nostro mercato, che si impoverisce fortemente in estate, e il prodotto italiano, rispetto al quale occorre trovare delle risposte.

Su Cinecittà ha poi aggiunto: “E’ un altro grande tema. Si è da poco deliberato per il suo ritorno nella sfera del pubblico ma è una grande sfida che non si può sostenere solo con i soldi pubblici. Deve tornare a essere una cittadella del cinema, e stiamo anche pensando al coinvolgimento della Rai”. Il consigliere Rai Franco Siddi, a tal proposito, ha risposto, a una domanda dell’ANSA: “è un'idea che personalmente vedo bene, è importante, perché è un'operazione con un nome e un cognome, sistema Paese. Occorrerà però intendersi nel concreto sul tipo di coinvolgimento. Uno di tipo culturale e produttivo penso la Rai possa darlo da subito, mentre un impegno di tipo finanziario richiederà approfondimenti. Bisognerà sentire la linea di impostazione programmatica del nuovo direttore generale e capire qual è il quadro delle risorse effettive di cui dispone la Rai". Oggi " tutti chiedono al servizio pubblico di più ma tutti hanno previsto meno risorse. E' chiaro che bisognerà trovare un nuovo equilibrio". La Rai andrebbe "liberata da alcuni vincoli come la mannaia Istat. È vero che quest'anno il servizio pubblico è stato esonerato dall'obbligo di essere considerato una pubblica amministrazione che deve rendicontare le proprie spese come qualsiasi Asl o istituto scolastico. Ma ne andrebbe liberata definitivamente al più presto perché così si liberano risorse".

“Noi vogliamo che la legge sul Cinema sia attuata nel modo più semplice e veloce possibile e che non abbia trasformazioni rispetto al suo impianto. Mi pare che il ministro Franceschini sia ben sintonizzato su questo", ha detto invece il presidente dell’Anica Francesco Rutelli. “Probabilmente – ha aggiunto concordando con Franceschini – in Italia fanno troppi film ma noi siamo anche per la massima ricchezza espressiva. Perché ci sono dei film piccoli di dimensione che possono essere decisivi sul piano dell'innovazione". Quanto a Cinecittà, ha detto: "E' un passo importante, naturalmente servirà un piano industriale e una strategia. Negli ultimi anni, invece, ha prevalso troppo il piano urbanistico, l'idea solo di costruire. La Legge Franceschini è molto importante. Noi chiediamo che essa venga attuata nel modo più semplice e rapido possibile e senza trasformazioni rispetto al suo impianto” ha sottolineato Rutelli. “Mi sembra che il ministro sia ben sintonizzato su questo". 

Molti gli altri temi trattati dal convegno, dai mutamenti tecnologici allo scenario internazionale, e in particolare il nuovo modo del pubblico giovane di recepire le immagini tramite i nuovi dispositivi, che è stato al centro dell’apertura a cura di Marco Chimenz, produttore e presidente dell’European Producers Club, alle opportunità che potrebbero esser colte dall’industria dell’audiovisivo, a cura di Elena Cappuccio, Responsabile Affari Istituzionali e Comunicazione Confindustria Radio Televisioni, alle riflessioni su quanto sia necessario la cooperazione tra produttori e creativi al fine di individuare un prodotto che piaccia al pubblico, ma anche che possa portare a scoprire, come dice il regista Paolo Genovese in un interessante intervento “non solo quello che piace, ma quello che potrebbe piacere”.

Nel panel organizzato da Piera Detassis - "Menti tempestose (libera traduzione per brainstorming), idee e proposte a confronto tra autori e produttori" - sono intervenuti registi, produttori, sceneggiatori e altri operatori del settore come Elisa Amoruso, Guido Chiesa, Claudio Giovannesi, Nicola Guaglianone, Francesca Marciano, Riccardo Milani, Matteo Rovere, Stefano Rulli, Angelo Barbagallo, Marta Donzelli, Mario Gianani, Nicola Giuliano – con uno sfogo notevole: “per anni abbiamo svalutato il cinema agli occhi dei giovani, facendogli intendere che valesse poco, che si trovasse nelle patatine o addirittura gratis in download, e ora gli chiediamo di andare in sala e pagare il biglietto”. E ancora: Federica Lucisano, Olivia Musini, Emanuele Nespeca e Alessandro Usai. Un momento celebrativo a cura di Tilde Corsi ha ricordato i successi dei film italiani all’ultima edizione del Festival di Cannes (e in particolare al premio di Fortunata), mentre per il pomeriggio è previsto un incontro con interventi dei rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni e delle Imprese per finalizzare e focalizzare quanto si è detto durante la mattinata.

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