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Ernesto – un fotografo di successo – e la sua compagna Elena – gallerista – vivono in Inghilterra e decidono di tornare in Italia per trascorrere una vacanza. Ma purtroppo la sortita si trasforma in tragedia: loro figlio perde la vita in un tragico incidente, e questo porta la coppia ad allontanarsi. Come se non bastasse, anni dopo, Ernesto scopre di avere una malattia terminale. Prova così a ricongiungersi con la moglie, che accetta di ospitare una sua personale, ignara però della malattia. Nelle loro vite fa la comparsa inoltre Ian, un ragazzo problematico e dal passato doloroso. Aiutare lui sarà un modo per aprirsi un varco nel loro mondo di immenso dolore, che li porterà nuovamente verso l’Italia, ad affrontare l’origine della loro storia, ad affrontare il passato e definire la loro identità.

The Habit of Beauty, diretto da Mirko Pincelli, con base a Londra (la società madre è la Pinch Media) è un prodotto dal taglio internazionale che si vedrà in sala a partire dal 22 giugno. E’ distribuito da Europictures e co-prodotto da The habit of beauty film e Orisa Produzioni, e scritto da Enrico Tessarin.

"Dopo tre documentari - spiega il regista - ho voluto cimentarmi con il lungometraggio, realizzando un film molto personale. Con Tessarin volevamo scrivere e produrre un film su problemi che sentivamo sulla nostra pelle e cercare di raccontarli senza compromessi. Abbiamo iniziato a sviluppare lo script sul rapporto di amore-odio che abbiamo con Londra, città piena di follia e contrasti, come un'incarnazione del 'male di vivere' del giorno d'oggi". Proprio come Ian, continua Pincelli, "ho trovato la mia salvezza grazie al sostegno della famiglia e alla passione che condivido con mio padre: la fotografia. È quasi diventata un'ossessione e mi ha dato la forza di fare qualcosa di diverso, creato dal nulla. Sono affascinato - continua - dal modo in cui la società di oggi ci spinge a conformarci e ci fa scendere a compromessi; ci fa concentrare più su quello che sembriamo e appariamo invece su chi siamo veramente. Questo, per me, è il problema che i protagonisti devono affrontare. Ernesto, Elena, Stuart, Ian e tutti i personaggi che li circondano - conclude -, hanno vissuto la loro vita creando un'immagine di successo, una posizione sociale che li definisca come professionisti e come persone. Facendo così hanno però sacrificato tutto il resto: la famiglia, l'amore, le relazioni, l'etica. Neanche la morte del proprio figlio interrompe l'ossessione per la carriera e il successo, fino a quando non è più possibile continuare e tutto si sgretola".

La pellicola, girata tra Londra e il Trentino è –si legge in una nota – “un ritratto della società di oggi che ci spinge a conformarci e troppo spesso a scendere a compromessi, rendendoci così fragili da dare più spazio alle apparenze che all’effettiva sostanza”. I protagonisti sono Francesca Neri (Elena) e Vincenzo Amato (Ernesto), in una storia che non presenta vincitori né vinti ma persone che attraverso il dolore hanno imparato a comprendere l’essenza stessa della propria vita e ad apprezzarne la bellezza. Nel cast anche: Nico Mirallegro, Noel Clarke, Kierston Wareing, Nick Moran, Elena Cotta, Luca Lionello, Mia Benedetta e Tommaso Maria Neri.  

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