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GOLFO ARANCI - È Marco D'Amore il miglior interprete maschile della settima edizione del Figari Film Festival, per la sua interpretazione di un testimone di giustizia, costretto a pagare con l'isolamento la sua scelta, nel film breve di Emanuele Palamara, Uomo in mare. "Quando Emanuele ha avuto l'idea di collaborare con Marco, lo script è stato costruito su di lui, su quello che poteva dire e fare", racconta lo sceneggiatore Pietro Di Pasquale. "Dopo aver scritto la prima sceneggiatura l'abbiamo sentito recitare e l'abbiamo riscritta in sottrazione. Marco, come tutti i grandi interpreti, riesce a dire molte cose senza dirle. Nella prima versione la sceneggiatura si sviluppava in maniera molto lineare, ma poi abbiamo capito che in una situazione come quella il tempo ha un valenza importante, si sfalda per la costrizione a stare in un luogo non gradito. Così l'abbiamo riscritta con cambi di spazio e di tempo per dare la dimensione del tempo rarefatto e della solitudine". Miglior film italiano Stella amore dell'attrice e regista lucchese Cristina Puccinelli, un romanzo di formazione che usa la metafora del cinema per parlare di sogni e disillusione e che trae ispirazione da un elemento autobiografico, il primo giorno di set da attrice di Cristina Puccinelli: "Rimasi delusa dalla poca attenzione ricevuta. Una sensazione che poi nel film ho estremizzato, prendendo spunto da questo episodio per parlare in generale della disillusione della crescita" (leggi l'articolo). Va, invece, a Daniele Ciprì per Penalty di Aldo Iuliano (leggi l'intervista) il premio per la miglior fotografia, che ha superbamente scolpito i volti dei protagonisti di una spietata partita di calcio, emblematica metafora della lotta per la sopravvivenza e riflessione sulla condizione umana. Agli autori del corto, che hanno presentato al festival anche il loro primo progetto di lungometraggio insieme allo sceneggiatore Nicholas Di Valerio, è andato anche il premio sceneggiatura opere prime a supporto di un film da realizzare nell'area del mediterraneo.

Tra gli altri riconoscimenti, va alla protagonista di Beautiful Figure di Hajn Kis, Brigitta Egyed, il premio come miglior attrice per il suo ruolo di un'addetta alle pulizie che si innamora di una studentessa; miglior corto nella categoria animazione Citipati realizzato da Andreas Feix come prova di diploma della Filmakademie Baden-Württemberg, in cui la fine del mondo viene vista dalla prospettiva di un dinosauro che giace al suolo in un mondo diventato per lui improvvisamente inospitale. Miglior regia al canadese Mutants di Alexandre Dostie; miglior film secondo la giuria giovani, composta da studenti, Backstory di Joschka Laukeninks; miglior sceneggiatura al film svedese Bitch boy di Mans Berthas, una pellicola in bianco e nero su un giovane ragazzo amante del metal che va all'ospedale a vedere suo nonno appena morto. 
Durante la cerimonia di premiazione è stato anche presentato il progetto di ecosostenibilità What weee are, realizzato con le scuole del comune di Olbia per sensibilizzare i più giovani sulla produzione, estrazione e smaltimento dei materiali contenuti nelle tecnologie di consumo quotidiano. 

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