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VENEZIA - Lila e Mo si incontrano a una fermata dell'autobus. Lila ha un problema che le impedisce di parlare. Mo è esuberante e chiacchierone. Lila studia per sostenere gli esami. Mo si mantiene con le corse clandestine. Gli opposti si attirano e s'innamorano. Mo, però, nasconde un pesante segreto. Si intitola semplicemente M il film che Sara Forestier presenta oggi alle Giornate degli Autori. Dopo averla vista in La tete haute di Emmanuelle Bercot, a Cannes un paio di edizioni fa, la ritroviamo oggi a Venezia nel ruolo di regista, senza rinunciare ad interpretare il film.

“Non è stata esattamente una mia decisione – spiega – inizialmente avevo scelto Adèle Exarchopoulos, ma non ruscivo a trovare un interprete giusto per il ruolo di Mo. Cercavo un ragazzo non famoso, volevo qualcosa di selvaggio. Ma tutti quelli che avevano questa spontaneità, erano carenti di tecnica, e non riuscivano a rendere il completo e complesso spettro di emozioni del personaggio. Adèle nel frattempo aspettava, ma non poteva più rifiutare ruoli. Quindi alla fine ho trovato un ragazzo adatto soprattutto perché simile al personaggio che cercavo, e mi sono calata nella parte. E’ una storia personale, perché anch’io ho avuto un ragazzo problematico. Era un illitterato, non sapeva leggere e scrivere e aveva un complesso di inferiorità nei miei confronti, questo lo portava anche ad essere molto aggressivo. Ho trovato questa vicenda molto cinematografica e mi ha ossessionato per molti anni. E’ un film sulla vergogna di sé e su come a volte in una storia d’amore si nascondono i propri difetti per piacere all’altro, anche se questo di fatto rischia di allontanarci. Un personaggi con un segreto è sempre interessante per il cinema. Il vero amore dovrebbe essere quello in cui possiamo mostrarci come siamo. Non volevo fare un film sociale o altro, ma un film sentimentale, e non voglio che parli alla testa ma alla pancia e al cuore degli spettatori. Come quando si mangia un piatto prelibato e il suo sapore ci torna in mente giorni dopo”.  

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