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VENEZIA - Controfigura, opera prima dell’artista Rä di Martino (The Show Mas Go On), fresca vincitrice dell'Eurimages Lab Project Award al Karlovy Vary Film Festival, viene presentato in anteprima mondiale alla 74. Mostra nella sezione Il Cinema nel Giardino.

Riflessione sulla genesi di un film, è interpretato da Corrado Sassi, Valeria Golino e Filippo Timi nei panni di un personaggio ispirato a Burt Lancaster e in particolare alla sua interpretazione in The Swimmer. In linea con la sua idea di ricerca artistica, Rä Di Martino, che sviluppa i suoi lavori a partire da citazioni e rimandi alla storia del cinema per svelarne il potere manipolatorio, racconta le peripezie di una troupe italiana a Marrakech impegnata nella preparazione di un film.

Tra i vicoli della medina, deserti e piscine lussuose, la controfigura prova le scene, l’attore principale le interpreta. Mentre assistiamo ai suoi tentativi di entrare nella parte, irrompono sulla scena i veri attori, le star, e una grande troupe si muove nel dietro le quinte, in un set in cui sembra che nessuno sappia esattamente cosa fare. Un film in crisi d’identità, alla surreale ricerca di sé stesso. 

“Il film originale mi colpì perché si trova in un film sbagliato. Lui è un divo in un film che non ha direzione – ha detto la regista al suo esordio nel lungometraggio – The Swimmer è sempre stato nei miei pensieri. Poi lavorando a Marrakech, che è una città araba molto turistica, che accetta non solo diversi tipi di turismo, ma anche tante comunità diverse, mi ha incuriosito sia la convivenza sia tutte le piscine che ci sono, Quindi andava bene per il film e mi ha ricordato Los Angeles, con tutte queste architetture variegate. Volevo raccontare la città ma non in modo ovvio. Ho unito il desiderio di un remake con un racconto originale della città.”

Il personaggio di Sassi è in realtà l’alter ego del protagonista, per stessa ammissione dell’attore, che spiega: “Io sono la parte più nascosta di un personaggio che ha un ruolo più riconosciuto. “Ho sentito molto vicino il ruolo – ha detto l'attore –per gli sforzi fisici e mi è sembrato adatto alla mia ricerca dell’irraggiungibile. È una componente sempre presente nella mia ricerca artistica. Il senso di spaesamento del personaggio poi mi appartiene anche nella vita di tutti i giorni”.

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VENEZIA 74

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