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Una commedia brillante e agrodolce sul “non è mai troppo tardi”, Finding Your Feet/Ricomincio da me, diretta da Richard Loncraine, apre il 35° Torino Film Festival (24 novembre/2 dicembre), presenti il regista e gli interpreti Celia Imrie e Timothy Spall. La cerimonia alla Mole Antonelliana, diretta dalla regista Roberta Torre, prevede, come anticipa la presidente del Museo del Cinema Laura Milani, padrini d'eccezione che racconteranno il loro rapporto con il cinema: lo chef stellato Ugo Alciati, lo scrittore Luca Bianchini, il designer Chris Bangle e il musicista e produttore Max Casacci.
Chiude il festival The Florida Project di Sean Baker, ambientato in Florida, in una zona degradata tanto vicina a Disneyworld quanto lontana dal suo gioioso e spensierato benessere, tra gli interpreti Willem Dafoe. Il Gran Premio Torino va a Pino Donaggio, compositore soprattutto di musiche da brivido per Brian De Palma, Dario Argento, Pupi Avati e molti altri autori che con i loro film mettono in scena le nostre paure.
Guest director Asia Argento che, per la sezione AmeriKana, ha scelto film del passato che parlano dell’America dei delusi, dei lobotomizzati, dei poveri senza speranza
 

Al regista Brian De Palma, erede di Hitchcock, sempre in bilico tra un'anima di artista indie e le regole di Hollywood, è dedicata una retrospettiva integrale, oltre 30 titoli, da Murder à la mod (1968) a Passion (2012). Salvo sorprese dell'ultima ora non verrà a Torino perché impegnato nel montaggio del suo Domino.
A Torino 35, la sezione competitiva, propone 15 film realizzati nel 2017, inediti in Italia, tra cui l’esordio di Andrea Tagliaferri, già assistente di Matteo Garrone (qui in veste di produttore) Blue Kids, una fiaba nera con protagonisti  un fratello e una sorella e il loro legame morboso. Con Lorello e Brunello di Jacopo Quadri ci porta in Maremma Toscana dove i gemelli Brunello e Lorello Biondi si occupano della fattoria di famiglia da sempre, lavorando in armonia con la natura, ma costantemente minacciati dal mercato globale. La giuria del concorso è presieduta dal regista Pablo Larrain, tra i giurati l'attrice Isabella Ragonese.

Festa mobile ospita le delusioni e le nevrosi sentimentali, descritte con ironica partecipazione da Francesca Comencini in Amori che non sanno stare al mondo, e le avventurose frustrazioni dei ricercatori universitari disoccupati di Smetto quando voglio-Ad honorem, terzo capitolo della saga di Sydney Sibilia.
Il viaggio, tenero e accorato, di due ragazzini napoletani nel cuore del Nevada e tra i segreti della galassia, in Tito e gli alieni, diretto da Paola Randi e interpretato da Valerio Mastandrea, e quello, disperato e coraggioso, di due giovani nigeriani che, scampati a una strage, cercano di raggiungere il Mediterraneo, seguito da Pasquale Scimeca in Balon.
Le ricognizioni nella memoria e nelle radici di L'altrove più vicino di Elisabetta Sgarbi, tra le suggestioni della vicina Slovenia, di Cento anni di Davide Ferrario, da Caporetto a oggi tra sconfitte che potrebbero trasformarsi in vittorie, di My War Is Not Over di Bruno Bigoni, sul certosino lavoro di un soldato inglese che sbarcò ad Anzio per dare un nome ai tanti militari sconosciuti sepolti in Italia.
In Festa mobile si segnalano anche tre film musicali: Faithfull di Sandrine Bonnaire, documentario dedicato alla cantante e attrice inglese Marianne Faithfull, Grace Jones: Bloodlight and Bami di Sophie Fiennes e My Life Story di Julien Temple, ritratto di Graham McPherson, in arte Suggs, cantante e leader dei Madness. 

Il Premio Maria Adriana Prolo va al giornalista, scrittore e regista David Grieco, del quale verrà presentato il primo lungometraggio, Evilenko.
Realizzate con il contributo della Film Commission Torino Piemonte sono le due opere 78-Va piano ma vinci, docu-fiction con cui Alice Filippi ricostruisce la storia del padre, rapito nel 1978 dalla 'ndrangheta calabrese; e Al massimo ribasso di Riccardo Iacopino, esempio di cinema civile incentrato sulle truffe delle aste.
After Hours, la sezione dark, propone horror e thriller, una commedia quasi demenziale, The Disaster Artist, diretta e interpretata da James Franco, e due film italiani "eccentrici". Il primo, diretto da Sebastiano Mauri, è, letteralmente, una Favola, tratta dallo spettacolo teatrale omonimo scritto e messo in scena da Filippo Timi; il secondo è un torbido musical gotico, Riccardo va all'inferno di Roberta Torre, rilettura contemporanea di "Riccardo III", con Massimo Ranieri e Sonia Bergamasco.

Al viaggio TFFdoc dedica il suo focus, e lo fa cercando di seguire tutte le suggestioni che la parola è in grado di evocare. Werner Herzog è  il protagonista (insieme a Klaus Kinski, Mick Jagger e Claudia Cardinale) di Burden of Dreams di Les Blank, making off di quel viaggio faustiano che fu il Fitzcarraldo.
In Italiana.doc, in giuria Susanna Nicchiarelli, troviamo: ‘77 No Commercial Use di Luis Fulvio; Al di là dell’uno di Anna Marziano; Appennino di Emiliano Dante; Archipelago di Camilla Insom e Giulio Squillacciotti; Diorama di Demetrio Giacomelli; Nella golena dei morti felici di Marco Morandi; Racconti di cenere e lapilli di Gabriele di Munzio; Talien di Elia Mouatamid; Vento di soave di Corrado Punzi; Animal Cinema di Emilio Vavarella, Una pietra, un nome, una persona di Alessandro Bronzini e Pagine nascoste di Sabrina Varani (distribuito da Luce Cinecittà), nel quale una scrittrice, Francesca Melandri, affronta per la prima volta l’eredità del padre, convintamente fascista e razzista durante il Ventennio.

12 i titoli di Italiana.Corti e un solo film italiano nella sezione Onde, Essi bruciano ancora di Arturo Lavorato e Felice D'Agostino, che ritornano al 1861, alla creazione dell’Italia unificata sulle ceneri di un Sud colonizzato nel segno di civilizzazione e progresso.
“Non dire gatto...” così s’intitola l’omaggio di Emanuela Martini, direttrice del Torino Film Festival e “gattara” cinéphile, dedicato ai gatti, che presenta 6 film che spaziano dal classico disneyiano Alice nel paese delle meraviglie a Una strega in paradiso di Richard Quine, a Black Cat di Lucio Fulci. La sezione si collega idealmente alla mostra in corso al Museo Nazionale del Cinema fino all’8 gennaio e intitolata "Bestiale! Animal Film Stars".

Costo del TFF 2 milioni e 40mila euro, con un risparmio del 12,5% rispetto all'investimento 2016, come precisa la presidente del Museo del Cinema che riguardo a un'eventuale conferma di Emanuela Martini alla guida del festival non si sbilancia, pur riconoscendone la professionalità, ma accennando a un progetto futuro che veda Museo e TFF più connessi tra loro.  

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TFF 2017

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