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In sala con Warner il nuovo film di Clint Eastwood, Ore 15:17 -Attacco al treno. Il regista torna dietro la macchina da presa per raccontare un fatto realmente accaduto: il 21 agosto 2015 un terrorista belga di origine marocchina stava per compiere una strage sul treno veloce Amsterdam-Parigi. Un difetto della sua arma e il pronto intervento di tre giovani americani (uno studente e due marine in licenza) presenti sul treno - Spencer Stone, Alek Skarlatos e Anthony Sadler,  che nel film interpretano se stessi – gli impedirono di realizzare il piano, salvando oltre 500 vite. L’approccio è pseudo-realistico, racconta l’amicizia dei tre ragazzi fin dall’infanzia, poi la loro entrata nell’esercito ciascuno in ruoli diversi, non senza sacrifici, e il progetto di un viaggio per l’Europa zaino in spalla, insieme, per sfruttare al meglio il loro periodo di congedo estivo. Riflettono sulla vita, conoscono gente.

Non solo ragazze, è un modo per espandersi e aprirsi al mondo, seguendo un concetto di viaggio anche personale tipico degli americani. L’Italia – con riprese a Roma e Venezia, inevitabilmente nella veste più turistica, ma d’altro canto è la loro visione che si racconta – e poi la Germania e sul Thalis diretto in Francia la disavventura della vita, che però permette loro di dimostrare, soprattutto a se stessi, che non conta il grado per intervenire in momenti di crisi e salvare vite umane.

Sembra a tratti un documentario, a tratti un diario di viaggio, a tratti un action, e soffre forse di una certa brevità e uno sviluppo degli eventi un po’ sbrigativo ma non manca di interessare per la vicenda e l’utilizzo saggio dei non-attori su schermo: "Non è stata una decisione ponderata quella di raccontare storie eroiche o fare film sugli eroi di tutti i giorni", dice il veterano Eastwood, i cui precedenti due film, Sully e American Sniper, hanno messo in mostra gli sforzi di uomini piuttosto singolari. "Faccio solo le storie che arrivano e mi interessano. Alcune imprese sono eccezionali e utili per la società, ed è bello quando puoi raccontare una storia del genere. Questi tre ragazzi hanno davvero fatto un lavoro unico, e le loro azioni hanno avuto un grande effetto su molte persone. Durante i casting, si sono presentati molti attori di talento, eppure continuavo a guardare i ragazzi pensando: 'Perché non fare qualcosa di inaspettato?' Finalmente, un giorno ho detto loro: 'Pensate di poter interpretare voi stessi?'”

 

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