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ROMA. Hanno deciso di scendere in campo come cittadini del quartiere più che come artisti, al fine di mettere a disposizione delle istituzioni le competenze che ognuno di loro possiede in materia di cinema, musica, scrittura e arte in generale. Sono i 15 della Libera arena di Piazza Vittorio, registi, musicisti e critici cinematografici, che hanno scritto una lettera aperta destinata al Municipio, al Comune di Roma e alla Regione Lazio, affinché l’arena “Le notti di cinema a Piazza Vittorio” non sia solo un lontano ricordo, ma rinasca su nuovi presupposti.

A presentare l’appello e le proposte per la piazza, il regista Andrea Segre, insieme ad Antonietta De Lillo, Federico Gironi e Agostino Ferrente, il padrone di casa all’Apollo 11, dove si è tenuto l'incontro di diffusione della lettera e di coordinamento con i 13 comitati di quartiere. “La nostra è una lettera di intenti - ha esordito Ferrente, fondatore e presidente della Casa del documentario dell’Esquilino - mirata a salvare l’arena, però, contrariamente a come si dice di solito, non direi che è 'un progetto dal basso', bensì 'dall’alto': che sorge dalle capacità, dalle competenze e dalla passione di chi interviene nel territorio in maniera volontaristica”.

Come i firmatari della lettera, tutti abitanti dell’Esquilino che, oltre ai citati, sono Laura Bispuri, Francesco Di Pace, Nicola Lagioia, Pietro Marcello, Francesco Munzi, Susanna Nicchiarelli, Lorenzo Pavolini, Tommaso Pincio, Andrea Satta, Elena Stancanelli e Teho Teardo. L’obiettivo dell’appello è creare uno spazio collettivo inclusivo che faccia rinascere la piazza, da diversi punti di vista, tappando quel vuoto di cui parla Gironi, dovuto alla mancanza di una gestione unitaria delle attività del quartiere, che è un’agorà straordinaria, ma ha anche le sue criticità e i suoi problemi.

Un vuoto dovuto anche alla rinuncia, da parte di ANEC, assegnatario del bando, di portare a termine i tre anni di gestione dell’arena estiva, così spiegata dal presidente di ANEC Lazio Giorgio Ferrero in una nota dell'agosto scorso: “Visto l’andamento dell’edizione in corso, considerati il mancato sostegno da parte di Roma Capitale e del Municipio, l'assenza di supporti promessi e poi disattesi da parte di alcuni soggetti interessati, ma anche a causa di oneri molto gravosi legati alle utenze, allo smaltimento rifiuti, alla pulizia dell'intera area, alle imposte sull’occupazione del suolo pubblico, oltre naturalmente a tutti i costi di allestimento e gestione, tra cui il servizio di sicurezza dell'intera area h24, si troverà, per l’edizione 2017, a coprire un presumibile disavanzo di oltre 40mila €, che di fatto impedisce la prosecuzione di tale esperienza”.

In risposta alla piazza vuota, i 15 firmatari mettono a disposizione gratuitamente le proprie conoscenze per organizzare la programmazione dell’arena estiva, con il sostegno delle istituzioni, alle quali chiedono che gli eventi di cinema siano gratuiti o a prezzi popolari, “svincolati da logiche distributive commerciali, pur garantendo la regolare acquisizione dei diritti dei film”. Propongono, inoltre, la co-gestione dei servizi con le associazioni di quartiere, i comitati e le diverse realtà commerciali e culturali, al fine di offrire attività che ribadiscano il ruolo socio-culturale della piazza.

Perché - recita la lettera - “Lo scorso anno l’arena di Piazza Vittorio ha ricominciato a esistere. E questo è bene, ma non è stata ciò che secondo molti cittadini del rione poteva essere. È stato un luogo ben curato da un punto di vista tecnico e logistico, ma assai freddo e distaccato rispetto alla sua offerta di contenuti e di servizi”, che secondo i firmatari, sono derivati da scelte di natura puramente commerciale, che hanno escluso le opere indipendenti, difficili tra trovare in sala anche durante l’anno. Opere che l’Apollo 11, spiega Massimo Righetti, privilegia tutto l’anno, registrando il tutto esaurito con film come Assalto al cielo di Francesco Munzi (presente all’incontro) e L’ordine delle cose di Andrea Segre, che nello spazio adiacente alla sala svolge le attività di Zalab. 

E se il Comune proponesse ai firmatari di partecipare a un nuovo bando di assegnazione per la gestione dell’arena? Si può fare, dicono i presenti, purché il bando non sia al ribasso e si faccia in tempo a organizzare l’estate 2018. Tra i presenti in sala, diversi documentaristi che regolarmente proiettano le proprie opere all’Apollo 11 e si fanno promotori del cinema indipendente e d'autore: Cecilia Mangini , Piero Li Donni, Gianfranco Pannone, Sabrina Varani, Paola Sangiovanni, Peter Marcias, Giovanni Piperno, Enrico Caria e Antonietta De Lillo, abitante del quartiere dagli anni ‘90, che ha ricordato l’anteprima del suo Il resto di niente nel 2005 proprio all’Apollo 11. Presenti anche i rappresentanti dei comitati di quartiere Esquilino Vivo, Associazione Arco di Galieno, Comitato Piazza Vittorio Partecipata, Respiro Verde Legalberi e Comitato Esquilino, che hanno aderito all’iniziativa ospitata da Apollo 11, allargando il discorso alla gestione degli spazi collettivi del quartiere, spesso e volentieri dimenticati dal Comune.

Come il cinema Apollo, chiuso da decenni, anche se salvato nel 2001 dal destino di diventare un bingo, grazie all’intervento degli abitanti del quartiere e dei fondatori di Apollo 11 e all’intercessione dell’allora sindaco Walter Veltroni, che lo ha acquistato, a nome del Comune di Roma, con l’idea di ristrutturarlo e farlo rivivere. Tra le attività future dell'Apollo 11, oltre al gemellaggio con Zalab, il consueto appuntamento con Festa Romana - godimento pubblico letterario, la programmazione di cinema indipendente internazionale in lingua originale, la rassegna Racconti dal Vero - Racconti dal mondo sul documentario d'autore e la sinergia con il Premio Solinas per la scrittura del documentario. 

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