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  Arriva nei cinema con una tre giorni di proiezioni evento Zerovskij -  Solo per amore, film concerto che prende le mosse dall’omonimo ultimo album di Renato Zero, pubblicato nel maggio scorso in occasione dei suoi cinquant’anni di carriera e portato in una tournée di dodici tappe, in cui a esibirsi sul palco insieme allo chansonnier romano c’erano un’orchestra di oltre sessanta elementi, diretta dal maestro Renato Serio, un nutrito corpo di ballo, vari coristi e attori, oltre ad alcune apparizioni fuori campo come la voce di Pino Insegno, che interpreta Dio, e Gigi Proietti che appare in un cameo video nei panni di un barbone pronto a farsi saltare in aria. Una messa in scena eclettica e polifonica che nella versione cinematografica - due ore di registrazioni effettuate durante lo spettacolo all’Arena di Verona davanti a 50mila spettatori - si avvale del contributo alla sceneggiatura di Vincenzo Incenzo ed arriva nelle sale il 19, 20 e 21 marzo con Lucky Red in oltre 300 copie. Uno show imponente che ha richiesto il contributo lavorativo di oltre duecento persone: “Questo è il tour in cui ho guadagnato meno da un punto di vista economico, ma sono felice di aver fatto lavorare così tante persone: il contatto con loro e ciò che porto in attivo dell’esperienza, un convivenza straordinaria in cui ho goduto della loro stima e del loro affetto sincero”, sottolinea Renato Zero che sul grande schermo ha già interpretato se stesso nella commedia musicale Ciao nì! di Paolo Poeti e brillantemente doppiato Jack Skeletron nella versione italiana di Nightmare Before Christmas. “Con Zerovskij ho messo a frutto tutte le mie esperienze passate, e sono contento di essere ancora libero di poter decidere della mia vita artistica e personale, di avere l’occasione di raggiungere senza ostacoli il mio pubblico a cui voglio arrivare fragrante e sincero e con la vitalità dei miei 67 anni”.

Il misterioso Zerovskij del titolo è il capostazione Renato Zero, in divisa da ferroviere, che tra un motivo e l’altro (per lo più inediti) smista il passaggio degli ‘infiniti treni’, come recita il titolo di una delle sue canzoni più famose che apre lo spettacolo. Oggetti carichi delle storie che trasportano, “coincidenze di destini” pieni di amore e di illusioni, che popolano il luogo degli incontri ed addii per antonomasia, un’improbabile stazione ferroviaria (la Stazione Terra) che diventa il palco dove, tra reale e immaginario, entrano in scena i personaggi umanizzati di Amore, Odio, Tempo, Vita e Morte, pronti al confronto tenero e insieme spietato con un figlio di nessuno, Enne Enne, e con due affannati viaggiatori, eterni fuggiaschi, Adamo ed Eva. È proprio questa stazione ad ospitare la dialettica tra le istanze umane, additandone vizi e malcostumi, per scuotere lo spettatore dal suo torpore e lasciargli socchiusa la possibilità di un nuovo inizio, seppur velata da melanconia: “Un fischio, il treno parte. Basta un attimo soltanto e cambia la tua sorte. Un attimo soltanto, è un treno anche la morte!”. Tant’è che non è la speranza quello che vuole offrire al suo pubblico il Re dei Sorcini che rimarca orgogliosamente di non aver mai nella sua carriera offerto elisir: “Zerovskij non vuole concedere facili lasciapassare ma illuminare la platea sul fatto che più di qualcosa di sbagliato e pericoloso sta accadendo intorno a noi. Per essere liberi occorre essere sinceri con se stessi, non abusare di false identità come fanno i politici. Zerovskij è un personaggio fisiologicamente anarchico, che fa rivalutare chi vive nell'ombra e chi è onesto con se stesso, persone che dovrebbero essere incoronate solo per il loro coraggio di esistere”.

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