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CANNES – Torna a Un Certain Regard con il suo secondo film da regista Valeria Golino che affronta nuovamente in Euforia l’ombra della malattia e della perdita - ma lo fa in maniera speculare e opposta al suo esordio Miele -  attraverso la storia di due fratelli, costretti a coabitare a Roma e a scoprirsi più vicini di quanto avessero mai immaginato, nel momento in cui le reciproche certezze entrano in crisi quando uno dei due scopre che il fratello è malato e decide di nascondergli la verità. “Non ho fatto però sulla morte un ragionamento razionale a priori – sottolinea la regista – al massimo è stato qualcosa di inconscio. Anche se poi, pensandoci, se devo raccontare l’esistenziale nel mondo di oggi, in cui tutto è effimero, vado a cercare le uniche cose che sono rimaste intoccabili, e in questo senso la morte ne è la regina assoluta”.

Un vortice di fragilità travolge due persone all’apparenza lontanissime: Matteo (Riccardo Scamarcio), un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, narcisista, che coltiva la distrazione con il denaro, la droga, il sesso e il culto del corpo. Suo fratello Ettore (Valerio Mastandrea) che vive ancora nella piccola cittadina di provincia, Nepi, dove entrambi sono nati e insegna alle scuole medie. È un uomo cauto, integro, che per non sbagliare si è sempre tenuto nell’ombra, nascondendo i propri fallimenti personali e la propria insoddisfazione dietro una maschera di disillusione e sarcasmo. Il racconto prende spunto da una situazione personale vicina alla regista, la storia di un caro amico, a cui è ispirato il personaggio di Riccardo Scamarcio, che ha vissuto una vicenda simile a quella raccontata: “Molti dei fatti e degli avvenimenti sono suoi racconti. Aveva fatto appena una delle sue gesta ridicole e magnifiche, un atto di pietà magnanimo e incongruo che mi è sembrato lo spunto ideale per una storia, su cui ho poi lavorato con cautela cercando di allontanarmi dalla vicenda privata”.

Così Matteo, che nella vita crede di avere gli strumenti per fare e vincere tutto, nel momento in cui si presenta un blocco nella relazione più forte che ha, quella con il fratello, cerca di negare e affrontate tutti i fatti della vita con il controllo cui è abituato. Ettore sceglie invece di lasciarsi andare, di farsi guidare, di credere al fratello e alla sua attitudine a pensare di poter vincere ogni cosa. "Conosco molti Matteo - sottolinea Mastandrea a proposito del ruolo di Scamarcio -  persone piene di umanità ma con in comune quella certa bulimia della vita. Persone molto sole, che fanno fatica ad entrare in contatto con le cose importanti, con il proprio aspetto emotivo". Ma la malattia, che è il luogo dell’umana caducità e fragilità, spinge a spogliarsi ed affrontare dolore e proprie profondità emotive. E proprio in questa consapevolezza trovano l’Euforia, che la regista definisce come “quella sensazione bella e pericolosa che coglie i subacquei a grandi profondità: sentirsi pienamente felici e totalmente liberi. È la sensazione a cui deve seguire l’immediata decisione della risalita prima che sia troppo tardi, prima di perdersi per sempre in profondità”.

Nel cast, in ruoli collaterali, anche Valentina Cervi, Isabella Ferrari e Jasmine Trinca, ex amante di Ettore che viene, suo malgrado, coinvolta da Matteo quando le cure sul fratello non sembrano funzionare, e che del suo personaggio ha profondamente apprezzato “la sincerità e la non ipocrisia di raccontare cosa vuol dire trovarsi addosso il peso di un’enorme responsabilità, non voluta e che non si può portare fino in fondo. Sotto nessun altro sguardo di regista, riesco ad essere così significativa con così poco”.

Il film, che in Italia esce in autunno con 01, sta avendo buoni risultati sul mercato: True Colours lo ha già venduto tra l'altro in Grecia e Cina. Indigo Film e Ht film che lo hanno prodotto con Rai Cinema sono in trattative con America, Gran Bretagna, Australia, Giappone e Spagna.

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