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CANNES – Durante il Festival di Cannes si tende a prestare attenzione soprattutto alle novità, al red carpet, alle star dei film in concorso e non. All’interno del Palais des Festivals c’è però un altro mondo, più piccolo, solitamente ubicato nella sala Buñuel e, la sera, in spiaggia (nel secondo caso le proiezioni sono ad ingresso libero per tutti). Si tratta di Cannes Classics, sezione inaugurata nel 2004 e dedicata alla proiezione di film restaurati, mescolando capolavori riconosciuti e opere da (ri)scoprire, e documentari sul cinema, rigorosamente in anteprima mondiale. Un esempio seguito negli ultimi anni anche da Venezia e Berlino, dove le sale si riempiono per quelle che sono piccole, preziose lezioni sulla storia della settima arte.

Anche quest’anno l’equilibrio tra film famosi e semisconosciuti è stato mantenuto, come ci ha spiegato Gérald Duchaussoy, coordinatore del programma insieme a Thierry Frémaux: “Abbiamo presentato un film lettone del 1967, che fu censurato in patria per motivi politici, e qualche anno fa ci fu il restauro del primo lungometraggio mai girato in Pakistan, anch’esso andato incontro a problemi simili. Questi capolavori meno noti impreziosiscono la sezione.”

Tra le riscoperte c’è anche un film francese, Piccola ladra di Henri Decoin, autore quasi dimenticato a cui verrà reso un ampio omaggio durante il Festival Lumière, kermesse dedicata al cinema del passato e organizzata da Frémaux nella città di Lione, patria del cinematografo.

Tra le ricorrenze festeggiate quest’anno all’interno della programmazione ci sono i settant’anni di Ladri di biciclette, restaurato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, il cinquantenario di 2001: Odissea nello spazio e il centenario della nascita di Ingmar Bergman, oggetto di due documentari (di cui uno, A Year in a Life di Jane Magnusson, acquistato per l’Italia dalla Bim, nella foto) e della proiezione speciale de Il settimo sigillo.

“Lo Swedish Film Institute ha in programma diverse iniziative legate a Bergman, tra cui una retrospettiva integrale”, dice Duchaussoy. “Tra i vari restauri, quello de Il settimo sigillo è stato tenuto da parte per noi, essendo un film legato alla storia del Festival di Cannes (il film vinse il Premio Speciale della Giuria nel 1957, ndr).

”Tra i documentari spuntano omaggi ad Orson Welles, Jane Fonda e Alice Guy-Blaché, la prima donna regista che merita di essere riscoperta. La proiezione di 2001: Odissea nello spazio ha invece vantato la presenza di un ospite d’eccezione come Christopher Nolan, e ha avuto luogo nella sala Debussy, un fatto insolito per i film di Cannes Classics. “Quando si tratta di un capolavoro simile, proiettato in 70mm e in condizioni ottimali, si esce un po’ dalla logica della singola sezione e diventa un evento del Festival tout court”, afferma Duchaussoy.

La programmazione è frutto della combinazione tra una lista di desiderata da parte dei programmatori e proposte fatte dalle varie Cineteche. Per quanto riguarda la prima categoria, non si può sempre avere tutto: in sede di conferenza stampa, un mese fa, Thierry Frémaux affermava di voler proiettare Frappé alla menta di Carlos Saura per omaggiare il cinquantesimo anniversario dell’edizione 1968, interrotta prima che il film in questione potesse essere presentato. L’assenza è spiegata da Duchaussoy: “La copia in DCP esiste da diverso tempo, se una cineteca vuole programmare quel film può farlo senza problemi. Noi però chiediamo i restauri in anteprima mondiale, e il film di Saura non rispettava tale condizione”. Il responsabile della sezione ammette anche di avere particolarmente a cuore un lungometraggio che difficilmente verrà mai incluso nel programma: “Il mio film preferito in assoluto è Rocky, trovo che sia un grande ritratto dell’America e un bellissimo film sulla boxe, ma non penso che sia il tipo di film che siamo soliti mostrare all’interno di Cannes Classics. Va però detto che Thierry Frémaux è un grande appassionato di sport, quindi mai dire mai”,

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