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TAORMINA - Duemila persone sedute sugli spalti del Teatro Greco di Taormina, pieno a metà e illuminato come per le grandi occasioni, hanno festeggiato il cinema italiano “in un anno molto speciale - ha detto Laura Delli Colli, presidente del direttivo del SNGCI, responsabile delle candidature ai Nastri d’Argento - di ripresa assoluta nella qualità, in netta controtendenza sull’andamento dei dati nelle sale”. 

Miglior film dell’anno Dogman di Matteo Garrone, che ha ottenuto otto nastri, consegnati durante la cerimonia di Taormina (trasmessa in seconda serata, su RaiUno, il 6 luglio)  vincendo anche per regia, produzione, scenografia, sonoro, montaggio, casting director e attori protagonisti, Marcello Fonte e Edoardo Pesce. Garrone ha ritirato il premio dedicandolo, simbolicamente, “agli spettatori che sono andati a vedere Dogman in sala. Il mio mestiere, come regista, consiste nel coordinare il proprio gruppo e io ho avuto un gruppo fantastico. Dogman è un progetto che avevo scritto dodici anni fa, ma non l’avevo mai realizzato. Quando ho dovuto fermare la lavorazione di Pinocchio per problemi tecnici ho ritirato fuori questa vecchia sceneggiatura, che è diventata un film molto fortunato”.

Parlando a braccio, e sinceramente appassionato, il regista si è speso con generosità a favore di due colleghi, i fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, premiati ai Nastri per la migliore opera prima, La terra dell’abbastanza. ”Fabio e Damiano si sono detti dispiaciuti del fatto che in pochi abbiano visto il loro film in sala.  È un peccato, è vero, ma vorrei dirgli che li capisco, che anche io ci sono passato: oggi in pochi vanno al cinema, i film vengono fruiti attraverso altre soluzioni, magari scaricati dalla rete e visti con il computer. Perciò il mio premio lo dedico anche ai loro spettatori”. 

Assente Paolo Sorrentino, che con Loro ha vinto il nastro alla sceneggiatura (di Umberto Contarello, che l’ha dedicato alla compagna e al figlio) e agli attori Kasia Smutniak (“Durante la lavorazione mi sono fatta schifo per come sono dovuta diventare per entrare nel ruolo”), Riccardo Scamarcio (“Dopo settanta film vinco finalmente un nastro - ha detto l’attore, assente per motivi di lavoro, in un videomessaggio - sono molto felice) ed Elena Sofia Ricci. Che, emozionata, ha voluto ringraziare “Veronica Lario, per essere nata. Se non ci fosse stata lei, non ci sarebbe stato il mio personaggio. Le sono grata”. 

Nastro anche a Ligabue, miglior soggetto e Hamilton behind the camera Award per Made in Italy: “Il cinema per me è un mezzo importante per esprimermi - ha detto il cantante - Ho avuto la fortuna di fare tre film, e tutto grazie all’incoscienza del mio produttore Procacci”. Nastro alla migliore commedia a Come un gatto in tangenziale, miglior canzone ad Ammore e malavita.Tra gli attori premiati anche Edoardo Leo, “personaggio dell’anno”, Claudia Gerini, premio Manfredi (“un’eredità pesante”) e Massimo Ghini, Nastro alla carriera: “Prima mi lamentavo di non ricevere premi - ha scherzato l’attore - adesso mi premia pure il portiere”.

Una gran quantità di Nastri  - cui si sono aggiunti quest’anno anche il premio Argento vivo al cinema per i ragazzi, vinto da Gabriele Salvatores, e il Nastro alla legalità andato a Daniele Vicari e Fabrizio Gifuni - che per Delli Colli testimonierebbero lo stato di salute della cinematografia nazionale: “Troppi premi? Forse, ma segnalazioni decisamente importanti, significative e meritate”.

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