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Dieci serate di cinema tra il mare e le stelle hanno animato Il vento del nord, la rassegna che da 10 anni a questa parte, grazie all'impegno di Massimo Ciavarro, Laura Delli Colli e Giovanni Spagnoletti, porta il grande schermo a Lampedusa, dove da tanti anni non esiste più una sala. Tra il 26 luglio e il 4 agosto l'isola che simbolicamente rappresenta "la porta d'Europa", il punto più a sud della Penisola, ha ospitato le proiezioni dei migliori film italiani della stagione, da Come un gatto in tangenziale a Io sono tempesta, da A casa tutti bene a Io c'è, riempiendo ogni sera una piazza da 500 posti e contando un numero complessivo di circa 10mila spettatori.

A vincere questa decima edizione è stato Nove lune e mezza, la commedia di Michela Andreozzi sui tanti modi di essere donne, ovvero desiderando ardentemente la maternità oppure, al contrario, rivendicando la propria realizzazione femminile anche senza figli. Una rappresentanza di studenti liceali dell'isola ha assegnato il riconoscimento all'attrice e regista con la seguente motivazione: "La generosità, la solidarietà, il diritto di scegliere maternità e paternità, come dimostra il film, sono temi che, pur nel linguaggio della commedia, fanno riflettere e diventano universali oltre la leggerezza dei dialoghi e le scelte di regia".

Tra i tanti ospiti che si sono avvicendati sul palco affacciato sul porto si contano Carolina Crescentini, Sabrina Impacciatore, Nadia Kibout e Terence Hill, protagonista di un vero e proprio bagno di folla tra i turisti e i lampedusani che lo hanno acclamato in occasione della proiezione del suo film da regista Il mio nome è Thomas e lo hanno visto dialogare con Pietro Bartolo, medico dell'isola, e con Don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, che ha salutato il suo "collega" Don Matteo. Mercoledì 1° agosto c'è stato spazio per un "momento nostalgia", con la proiezione di Sapore di mare 2 - un anno dopo alla presenza dei suoi interpreti Massimo Ciavarro e Pascale Reynaud, nel ricordo di Carlo Vanzina recentemente scomparso.

In un luogo così significativo dal punto di vista politico - è il più vicino punto di arrivo dei migranti dall'Africa - non poteva mancare anche il momento dedicato alla riflessione, con la serata dedicata alla presentazione del libro Antikka, della ginecologa Antonella Ferraiolo, che contiene le testimonianze - spesso molto drammatiche - delle donne migranti che ha fatto partorire, e con gli interventi del dottor Bartolo e di una rappresentante di Emergency. A chiudere il festival, sabato 4, il corto di Alessandro Grande Bismillah, Ammore e malavita dei fratelli Manetti ed Ella e John di Paolo Virzì.

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