/ INTERVISTE

Pablo Larrain: "Neruda alla Borges"

Un personaggio inafferrabile, un anti-biopic, un lavoro sul tema del doppio... Neruda di Pablo Larrain è tutto questo e molto di più. Il sesto (e penultimo) film del grande talento cileno ruota attorno alla figura del poeta in un momento straordinario della sua vita, i quasi due anni di latitanza, quando era senatore del Partito Comunista e venne messo sotto accusa dal presidente Gabriel Gonzalez Videla. Il film, che rappresenterà il Cile agli Oscar - ma Larrain potrebbe essere in corsa anche con Jackie, il suo primo film in lingua inglese - sarà in sala con la Good Films dal 13 ottobre

Andrew Dominik: "Elaborazione del lutto in 3D"

Doveva essere solo una manovra promozionale, un biglietto da visita cinematografico da far girare nelle sale a supporto del nuovo album di Nick Cave, Skeleton Tree, uscito il 9 settembre. E invece il documentario One More Time with Feeling di Andrew Dominik è diventato subito qualcos'altro. Girato in bianco e nero e pensato per la visione in 3D, il film (in sala il 27 e il 28 settembre) segue Cave sia in studio insieme alla band, durante le fasi di registrazione dell'album

Enrico Caria: l'uomo che sognava di eliminare i due dittatori

Fuori Concorso alle Giornate degli Autori L'uomo che non cambiò la storia, un film documentario di Enrico Caria che ripercorre l'incredibile vicenda di Ranuccio Bandinelli, uno dei più illustri archeologi italiani, invitato ad accompagnare Duce e Fürher nel suo primo viaggio in Italia. Resosi conto che nessuno lo perquisisce o controlla, inizia a prendere forma nella sua mente l’idea di organizzare un attentato. Dalla storia sappiamo che non ha ucciso i due mostri "ma ha vinto la sfida della superiorità della cultura sull’odio, lasciandoci un messaggio quanto mai moderno”

Andrei Konchalovsky: "Olocausto da camera"

Le grandi tragedie del Novecento - i totalitarismi , la guerra, l'Olocausto - da una prospettiva privata, intima. Quella di tre anime che confessano i propri peccati in un confronto frontale e definitivo. Paradise, nuovo film del cineasta russo Andrei Konchalovsky, che nel 2014 vinse qui il Leone d'argento con Le notti bianche del postino, è in concorso a Venezia. E domani riceverà il Premio Robert Bresson dalla Fondazione Ente dello Spettacolo

Pippo Delbono: il mio Cristo nigeriano senza permesso di soggiorno

Presentato alle Giornate degli Autori il nuovo film dell’artista insignito del premio SIAE al talento creativo. Vangelo è una promessa fatta a sua madre in punto di morte. “Non credo a Dio, ma credo nell’uomo e nei miracoli – dice il regista – nell’89 sarei dovuto morire e sono ancora qui. Il mio Cristo è un ragazzo nigeriano a cui negano ancora il permesso di soggiorno anche se lavora regolarmente nella mia compagnia. Credo invece nelle istituzioni, in questo momento sono più concrete che mai”

Federica Di Giacomo: "Esorcismo, non solo horror"

La regista ci parla del suo documentario Liberami, una lunga ricerca nel mondo della possessione come metafora del bisogno contemporaneo di cura. "Può succedere anche nella chiesa sotto casa, e questo era interessante per me" 

Liberami: esci da questo corpo

Michele Santoro: "Altro che Gomorra, questo è un welfare criminale"

Robinù è il crudo documentario sulla cosiddetta "paranza dei bambini", la nuova leva di killer minorenni napoletani, un'emergenza di cui si parla troppo poco. Al cinema il 6 e il 7 dicembre come evento speciale distribuito da Videa. Il 6 dicembre alle 19.30, appena prima della proiezione, il regista sarà in collegamento in diretta, su tutti i grandi schermi che programmeranno il film, per introdurre la visione agli spettatori

Kim Rossi Stuart: missione impossibile con l'altro sesso

Tommaso è forse la continuazione del mio esordio di 10 anni fa Anche libero va bene, ma il tono è tragicomico. E’ un film senza protezione, non ha una trama esterna, ma solo interiore”. L’attore e regista Kim Rossi Stuart presenta Fuori Concorso la sua opera seconda, che sarà nelle sale l’8 settembre. Il protagonista, da lui interpretato, è un attore giovane, bello, romantico ma nevrotico, instabile e problematico con le donne. Colpa dell'imprinting familiare

Francesco Munzi: il ‘68 che non t’aspetti

Dopo il successo di Anime nere, Francesco Munzi torna alla Mostra di Venezia con un film costruito esclusivamente con materiale d'archivio, Assalto al cielo. Ambientato negli anni compresi tra il '67 e il '77 il film racconta la parabola di quei ragazzi che, tra slanci e sogni ma anche violenze e delitti, animarono le lotte politiche extraparlamentari. "Ho scelto di lasciarmi trasportare dalle emozioni e dallo slancio vitale che percorre quegli anni. Non volevo giocare sul piano storico, ma raccontare quel sentimento forte, quel sogno che man mano si corrompe fino ad arrivare a frantumarsi e dissolversi" 

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