/ INTERVISTE

De Francesco, l'uomo del banco dei pegni

Nel film d’esordio di Irene Dionisio, Le ultime cose, ha vestito i panni di un cinico perito del Banco dei pegni. Per questa sua interpretazione impeccabile e apprezzata dalla critica, Roberto De Francesco si è aggiudicato la candidatura come Miglior attore non protagonista ai David di Donatello, insieme a Valerio Mastandrea (Fiore), Massimiliano Rossi (Indivisibili), Ennio Fantastichini (La stoffa dei sogni) e Pierfrancesco Favino (Le confessioni).  I vincitori saranno annunciati la sera del 27 marzo nella cerimonia condotta per il secondo anno consecutivo da Alessandro Cattelan e trasmessa in diretta Sky 

Raul Arévalo: "Dalla Spagna con rabbia"

Cita a sorpresa Matteo Garrone e il suo Gomorra lo spagnolo Raul Arévalo, regista esordiente con il revenge movie d'autore La vendetta di un uomo tranquillo, nelle sale italiane dal 30 marzo con Bim. Un'opera prima che ha fatto incetta di Goya (il massimo premio spagnolo) con quattro riconoscimenti: miglior film, miglior regista esordiente, migliore sceneggiatura originale e miglior attore non protagonista. Mentre alla Mostra di Venezia, dove aveva debuttato in Orizzonti era stata premiata la protagonista femminile, Ruth Diaz

Mimmo Verdesca: "Sciuscià, 70 anni dopo"

Il regista Mimmo Verdesca produce, dirige e monta Sciuscià 70, che ripercorre la lavorazione del capolavoro di De Sica, conducendo lo spettatore dentro al film, con la complicità e l’umanità dei testimoni della storia, tra cui Emi De Sica, Franco Interlenghi, Rinaldo Smordoni, dello storico Orio Caldiron e di Marco e Paolo W. Tamburella, figlio e nipote del produttore del capolavoro neorealista. Il doc, nel listino di Istituto Luce Cinecittà, è già stato ospite al prestigioso Festival Lumiére 2016 di Lione e sarà presentato come Evento Speciale al prossimo Bif&st di Bari (22-29 aprile)

Paul Verhoeven: "Quando la vittima prende il potere"

Esce il 23 marzo con Lucky Red Elle, il film di Paul Verhoeven vincitore di 2 César e due Golden Globe. Protagonista una straordinaria Isabelle Huppert nel ruolo di una donna che rifiuta il ruolo di vittima, dopo uno stupro, e rovescia completamente la situazione. "Ci siamo ispirati al libro di Philippe Djian ma abbiamo aggiunto l'ambiguità, il confine mai chiaro tra realtà e gioco sadomaso", spiega il regista olandese. E racconta che è stato impossibile raccontare questa storia con un'attrice americana: "Nessuna voleva farlo, solo Isabelle non ha avuto remore, non le serve accaparrarsi la simpatia del pubblico"

Tony Saccucci e il pugile nero cancellato dal duce

Esce il 21 marzo, Giornata mondiale contro il razzismo, Il pugile del duce di Tony Saccucci, documentario prodotto e distribuito da Luce Cinecittà che ripercorre una vicenda negli anni del regime fascista con straordinari filmati d’epoca dell’Archivio Luce. E' il 24 giugno 1928 e davanti a circa 40mila spettatori, il pugile nero Leone Jacovacci, metà italiano e metà congolese, diventa campione europeo, ma Mussolini rimuove la vittoria. Il filmato integrale dell’incontro è tagliato alla 15ma ripresa, mancano i fotogrammi, andati perduti, di Jacovacci vincitore

Fabio Mollo: in viaggio con la Bertè per diventare adulti

Ci sono due famose canzoni di Loredana Bertè nella colonna sonora di Il padre d'Italia, opera seconda di Mollo, con Luca Marinelli e Isabella Ragonese. Un viaggio da Nord a Sud, in compagnia dell'altro, per capire cosa significa diventare genitori, costruire un futuro, come il desiderio di paternità si coniuga con l’omosessualità. "Racconto una generazione che smette di essere figlio e diventa padre nonostante la precarietà economica, professionale e anche emotiva. Paolo e Mia vivono questa precarietà in modo diverso", dice il regista

Leo Gullotta: "Il re è nudo con Ficarra & Picone"

L’attore catanese si racconta a Cinecittà News ripercorrendo la versatile carriera, anche di doppiatore di Woody Allen e di complice del duo siciliano nell'ultimo successo al botteghino L'ora legale in cui ha il ruolo di Padre Raffaele, fino al recente spettacolo, Spirito allegro, a teatro fino al 19 marzo. "Il teatro aiuta a capire. Perché non inserirlo tra le materie di studio?"

Calin Peter Netzer: "Sesso, religione e psicoanalisi"

Sesso, religione e psicoanalisi sono gli ingredienti del film di Calin Peter Netzer Ana, mon amour, ultimo titolo del concorso berlinese, storia della relazione di codipendenza tra un ragazzo e una ragazza affetta da depressione. "La chiesa - dice il regista - è un luogo di nevrosi di massa e spesso in Romania sostituisce la psicoterapia". E sulle scene di sesso esplicito: "Ho girato due versioni, una più castigata per il mercato" 

Laura Bispuri: "Una bambina per due madri"

La regista di Vergine giurata a Berlino ha partecipato al Co-Production Market, dove ha portato il suo nuovo progetto Daughter of Mine, che sarà in estate sul set in Sardegna. E' la storia di una bambina di 9 anni che ha un rapporto molto forte con la madre. Ma, per una serie di vicende, inizia a frequentare una donna che abita a 3 km di distanza, in aperta campagna, e piano piano scopre che quella è la sua vera madre. "E' una storia universale - racconta la cineasta a Cinecittà News - e penso che ne farò un mélo, più caldo rispetto al mio primo film"

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