/ INTERVISTE

Castellitto e Mazzantini: "Fortunata, tragedia greca a Tor Pignattara"

Minigonna, canottiera colorata e capelli ossigenati: la caparbia protagonista di Fortunata (Jasmine Trinca) è una donna della periferia romana che cerca di coronare il suo sogno di aprire un negozio da parrucchiera e che incontra lo psicologo Patrizio (Stefano Accorsi). "E' un animale selvatico che lotta per sopravvivere, la protagonista femminile di un western che sfida un mondo maschile misogino - dice la sceneggiatrice Margaret Mazzantini - Fortunata cerca di sopravvivere in una giungla di relazioni, la sua forza sta anche nella sua vulnerabilità. Le sue mancanze la rendono umanissima". In sala con Universal e oggi a Un Certain Regard di Cannes, il film è ambientato a Tor Pignattara

Roberto De Paolis: "Perdere la verginità"

Cuori puri, opera prima del 37enne Roberto De Paolis, che debutterà il 23 maggio alla Quinzaine di Cannes e sarà in sala il giorno dopo con Cinema, racconta l'amore tra due giovanissimi nella periferia romana. Tra pregiudizi, scelte religiose e difficoltà quotidiane. "Ci sono due accezioni di purezza, una positiva e una negativa: rimanere incontaminati può voler dire restare chiusi agli altri", dice il regista

Kore-eda Hirokazu: "Famiglia in tempesta"

In sala dal 25 maggio con la Tucker il nuovo film del regista giapponese, storia di incomunicabilità e dell'impossibilità di realizzare i propri sogni. E il regista rivela il suo debito di riconoscenza verso l'Italia: "Devo tanto alla Mostra di Venezia, che premiò la mia opera prima. E tra i miei maestri c'è Federico Fellini"

Alessandro Siani: produco nuovi comici a basso costo

L'attore e regista napoletano con il progetto Cattleya Lab s'impegna a scovare nuovi comici per seguirli nel debutto cinematografico. Il primo esperimento è stato il film Troppo Napoletano di Gianluca Ansanelli, il prossimo sarà La fuitina sbagliata, esordio di Mimmo Esposito. “Da Napoli ci spostiamo a Palermo, grazie a due comici giovani, pieni di grazia e scorrettezza: I Soldi Spicci”, annuncia Siani. Il suo prossimo lavoro? "Sarà un film di denuncia ironica: ho capito che l’era delle favole è conclusa"

Eros Puglielli: "Mi ribello al conformismo del cinema italiano"

A Bologna, al Future Film Festival, abbiamo incontrato il regista romano che esordì nel 1994 con il sorprendente Dorme e che sta per tornare al cinema con due progetti: il film a episodi a basso costo Può succedere e Angry Ghost, un lavoro più grande che riprende certe atmosfere dei suoi inizi. E sul successo di Jeeg Robot lancia una provocazione: "Quel film si poteva fare venti anni, c'era il pubblico e c'erano le idee, ma il nostro sistema produttivo e distributivo ama troppo la normalità"

Reinhold Messner: "Still Alive, con il cinema racconto l'alpinismo estremo"

Al Festival di Trento il celebre scalatore ha portato la sua prima regia, Still Alive - dramma sul Monte Kenya in cui Oswald Oelz e Gert Judmaier raccontano un'avventura che poteva portarli alla morte. "Ho creato una mia società di produzione e sto già lavorando a un secondo film", ha rivelato il settantaduenne in questa intervista a Cinecittà News. In cui racconta anche i suoi incontri con Clint Eastwood e Werner Herzog

Raffaele Meale: "A Bologna con gli antenati di Jeeg Robot"

Il Future Film Festival, che si chiuderà con l'anteprima di Alien: Covenant di Ridley Scott, presenta una retrospettiva dedicata al fantastico italiano. Film come Dorme di Eros Puglielli (1994) o Apollo 54 di Giordano Giulivi (2007), I rec u di Federico Sfascia (2012) e Vigasio Sexploitation di Sebastiano Montresor (2010). A basso budget e spesso circolati in percorsi alternativi, sfatano un mito: che noi italiani non siamo capaci di praticare il fantastico e il soprannaturale. Ne parliamo con il curatore 

Valerio Jalongo: "C'è un'involuzione culturale in Europa"

Nel ricco programma italiano della quarantottesima edizione di Visions du Réel c’è anche Il senso della bellezza, quarto lungometraggio e secondo documentario di Valerio Jalongo, già autore del ritratto del cinema italiano in crisi Di me cosa ne sai. Presentato nella sezione Helvétiques, dedicata alle produzioni e co-produzioni svizzere, il nuovo film del cineasta romano si focalizza sull’ambito scientifico, scegliendo come centro nevralgico del proprio discorso il CERN a Ginevra

Lucas Belvaux: "Dietro le quinte dell'estrema destra francese"

"È da 20 anni che non si fa più cinema politico in Francia ed è stato un errore: bisogna dire le cose come stanno", afferma Lucas Belvaux, regista di A casa nostra, mostrato in anteprima ai Rendez-Vous e in sala con Movies Inspired dal 27 aprile. Al centro del suo film c'è una giovane infermiera (Émilie Dequenne) che si lascia convincere a candidarsi a sindaco della sua cittadina proprio nelle liste del partito di estrema destra, guidato da una donna che somiglia moltissimo a Marine Le Pen (Catherine Jacob). "Da radio e tv arrivano discorsi di odio e intolleranza - aggiunge Belvaux - È un delirio assoluto che entra a poco a poco nella testa della gente. Gli adolescenti ascoltano, ci credono e si inventano nemici, alcuni si sono radicalizzati esattamente come i jihadisti"

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